Giovedì 07 marzo 2013

Il politico va in pensione
Arriva la liquidazione d'oro

COMO Avercelo un posto di lavoro che dopo appena 7 anni ti riconosce una buona uscita di 160mila euro. Basta Pirellone per Gianluca Rinaldin, ma il premio di consolazione è una liquidazione super.

L'Italia a due velocità - quella dei politici e quella dei cittadini - regala una nuova pioggia di soldi ai primi grazie al contributo dei secondi. E pensare che il consigliere uscente del Pdl è il più "povero" del piccolo esercito di non eletti - perché non votati o perché hanno rinunciato a presentarsi - del Regione Lombardia, con i suoi 160mila euro per poco più di 7 anni di attività consiliare.

Decisamente meglio è andata all'ex commissario provinciale della Lega comasca, il lecchese Stefano Galli, che siede al Pirellone dalla bellezza di 23 anni.

L'esponente del Carroccio, travolto assieme a tanti suoi colleghi dallo scandalo sui rimborsi ottenuti dalla Regione - nell'elenco delle spese rimborsate a Galli compare pure il pagamento del pranzo di nozze della figlia - ha rinunciato a riprensentarsi e ha scelto la "pensione" potendo intascare un tfr di tutto rispetto: oltre mezzo milione, per la precisione 510mila euro.
Cifre che sono addirittura più clamorose delle liquidazioni riconosciute agli onorevoli parlamentari comaschi, rimasti fuori dopo le ultime elezioni politiche.

Alessio Butti, ex coordinatore del Pdl e ora leader di Fratelli d'Italia a Como, ha abbandonato Roma dopo 19 anni con un "trattamento di fine rapporto" netto, ovvero esentasse, di circa 150mila euro. Cifra più o meno simile a quella garantita, dopo 4 legislature, dall'Udc Luca Volontè

p.moretti

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