Sant'Anna, c'è il nuovo primario, ma non suona il sax

Non è un musicista, ma le ha suonate a tutti. In senso metaforico, s’intende. Erano addirittura in 14 a contendersi il ruolo di primario di Cardiologia del Sant’Anna e nell’elenco figurava pure il sassofonista dei Distretto 51, la band di cui fa parte il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Carlo Campana ha battuto anche lui e si è conquistato uno dei posti più ambiti in via Napoleona.
L’azienda ha ufficializzato ieri la nomina. Per il sassofonista Ivan Caico, cardiologo all’ospedale di Varese, le speranze si sono spente quasi subito: non compariva, infatti, nella terna di nomi rimasti in ballottaggio fino a giovedì scorso.
Il nuovo primario arriva dal Policlinico «San Matteo» di Pavia, dove negli ultimi 9 anni ha diretto l’unità «Scompenso cardiaco e trapianti». Cinquantadue anni, originario di Modena, dopo la laurea Carlo Campana si è specializzato in Cardiologia e poi in Anestesia e rianimazione. Entro poche settimane prenderà servizio al Sant’Anna e sta già preparando le valigie: «Lascerò Pavia - ha detto - e verrò a vivere sul Lario». La delibera di nomina è stata firmata due giorni fa dai vertici di via Napoleona, che ieri hanno reso nota la scelta: «Già la settimana scorsa erano rimaste in piedi solo tre candidature - ha spiegato il direttore generale del Sant’Anna, Andrea Mentasti - Abbiamo seguito le indicazioni della commissione, anche se la decisione spetta poi alla direzione generale. Il primario di Cardiologia è una figura molto importante: gestisce, infatti, un budget alto, che comprende anche le risorse a disposizione degli altri presidi». Campana sarà responsabile anche delle strutture di Cantù e Menaggio, dove non esiste un reparto ma operano diversi specialisti: «Quattro a Cantù e due a Menaggio - ha precisato la direttrice sanitaria Laura Chiappa - mentre in via Napoleona i cardiologi sono 15 e i letti 30, più sei di Unità coronarica. I ricoveri sono 1.400 l’anno e a questo bisogna aggiungere tutto il lavoro svolto negli ambulatori. La Cardiologia è il fulcro dell’attività dell’ospedale, basti pensare alle visite da effettuare prima degli interventi chirurgici». Anche sul territorio è forte la necessità di specialisti: «Le patologie cardiache, in particolare lo scompenso, sono molto diffuse. Il nuovo primario è un esperto di questo settore e possiede tutte le caratteristiche che cercavamo, compresa l’esperienza. Ci è sembrata la persona giusta per guidare uno staff di “cavalli di razza”. Nel nuovo ospedale - ha concluso - ci sarà spazio per la sperimentazione organizzativa e lavorerà anche in questa direzione». «Negli ultimi anni - ha commentato il neoprimario - mi sono occupato proprio della riorganizzazione di alcuni aspetti dell’attività clinica. Quanto allo scompenso cardiaco, si tratta di uno dei problemi caratterizzati dal maggiore impatto socio-economico, sarà importante collaborare con l’Asl e i medici di base. Ma dovrò anche coordinare il lavoro con gli altri presidi del Sant’Anna e i vari settori: oggi più che mai serve un’attività integrata e multidisciplinare». La direttrice sanitaria del Sant’Anna ha poi ringraziato Santo Zerboni, che ha guidato a lungo il reparto di Cardiologia, da facente funzioni: «Ha operato con grande dedizione». Il nome del nuovo primario di Nefrologia si conoscerà ai primi di marzo.

a.cavalcanti

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