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MENAGGIO Dopo 39 anni nell'Arma, di cui 35 interamente trascorsi in caserme della provincia di Como, per il luogotenente Pietro Cipolla, 58 anni compiuti da poche settimane, oggi è giunto l'ultimo giorno di lavoro.
Da domani il "maresciallo Cip", come da Gravedona a Moltrasio viene unanimemente chiamato dai colleghi, gli amministratori pubblici e dalla gente comune, andrà in pensione. E la gente comune, i laghée, sono proprio le persone a cui Pietro Cipolla da Castellamare del Golfo in Sicilia, si è legato a tal punto da non esitare a dichiarare che queste sono le sue vere radici. Anni di lavoro sul Lario in cui "Cip" si è saputo far apprezzare (e rispettare) per le sue doti umane, in particolare la lealtà. Dopo l'arruolamento il 26 luglio del 1971 e il biennio nella scuola sottufficiali di Velletri e Firenze, nel 1975 venne trasferito in Lombardia, per la precisione alla caserma di Valmadrera (allora provincia di Como). Dopo un passaggio al nucleo radiomobile di Lecco, a fine 76 il suo trasferimento a Gravedona, come comandante della stazione dove sarebbe rimasto fino all'8 agosto del 1988, quando venne inviato al comando di compagnia a Menaggio. Qui ha prima ricoperto il ruolo di responsabile del nucleo operativo e radiomobile e dal 1994 ha diretto il nucleo comando della compagnia, che come sede vacante ha retto in diverse occasioni per lunghi periodi.
I 35 anni fra Gravedona e Menaggio hanno segnato la vita professionale e privata del maresciallo Cipolla, «le cose più belle e più brutte mi sono capitate tutte qui» ama dire. La settimana scorsa, al suo saluto nella cornice di Palazzo Gallio a Gravedona, oltre un centinaio fra carabinieri, amministratori pubblici e soprattutto tanti amici lo hanno voluto degnamente salutare con una indimenticabile cena. Il "maresciallo Cip" ora è atteso al suo buen retiro in Garfagnana, dove ha comprato casa con la compagna, ma avrà sempre il suo lago ben stretto nel cuore.
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