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ARGEGNO Prima lo scavo di seimila metri cubi di roccia sul fronte lago, ora arriva la gru. Tra non molto, conferma il sindaco Francesco Dotti, la strada provinciale numero 15 «di Erbonne» che passa da Schignano, Cerano, Casasco dovrà essere chiusa al traffico per il tempo necessario all'erezione della struttura a servizio del cantiere per la costruzione di un edificio a tre piani sul sedime strappato alla montagna attraverso l'imponente sbancamento, una ferita che è stata aspramente criticata dai volontari di Legambiente nel corso della verifica delle condizioni delle acque e delle rive del lago.
Non è stata ancora concordata la data della chiusura della strada, che probabilmente sarà vietata al traffico automobilistico per almeno un paio di giorni, ma dovrebbe essere una decisione ormai imminente, questa o la prossima settimana.
L'immobile che si andrà a costruire secondo la documentazione presente in municipio risulterebbe conforme allo strumento urbanistico vigente e anche la provincia, competente per la presenza della strada numero 15, ha concesso l'autorizzazione a procedere per quanto riguarda passi carrai e accesso.
Secondo il cartello affisso all'esterno del cantiere si tratta della costruzione di «una casa di civile abitazione» da parte della società «La Prisa Srl», ma a poca distanza c'è un più grande cartello che annuncia la vendita di «appartamenti panoramici con terrazzi, giardino, solarium e box» con le coordinate di una immobiliare di Garbagnate Milanese.
È l'ennesimo episodio di cementificazione in un paese dove si è fatto di tutto e di più con un autosilo sul fronte lago che offende l'ambiente con le pareti in finta pietra, ville a schiera a profusione soprattutto sul colle verso Sant'Anna dal quale si gode di una fantastica veduta sull'Isola Comacina, condomini a ridosso del centro storico, forse la sola zona che fortunatamente ha mantenuto molte delle originarie caratteristiche.
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mi fate ridere verdi del c..., io ho tre figli e lavoro, e grazie al lavoro che svolgo qui, ho l'opportunità di dare a loro tre abitazioni; qui ad argegno non manca niente, farmacia, scuole, posta, banca, infrastrutture per giovani e anziani, alimentari e tanto tanto verde, e noi che VIVIAMO TUTTO L'ANNO (non solo nel periodo estivo), lo difendiamo con orgoglio e con onore. W ARGEGNO E W GLI ARGEGNINI.
forse ci sarà troppo cemento, però è tutto da vedere e considerare questo, però mi sembra che questo sindaco abbia fatto cose nuove o meglio abbia portato cose nuove in questo paese, dalle nuove strutture( case) riviste piazze e parcheggi un pontile nuovo mi sembra, diciamo che è rinato questo paese dopo ke per anni è stato un paese morto in mano dei conservatori lasciando un pese fermo quando aveva bisogno di crescere per tutta la popolazione e per i possibili turisti saluti
Basta cemento in Val d'Intelvi, ma anche nel territorio comasco.
"Il territorio dei padri...", poi " l'unico vero valore che va preservato...", ma quello che per loro conta... - ed è questo il peggio! - sono i: " tanto i soldini che possono fare facilmente rivendendo appartamenti da vacanza a prezzi esorbitanti." Che si sfregi il territorio a "loro", importa nulla, proprio nulla; a noi resta solo la soddisfazione di sapere che quei "soldini che si possono fare (quindi che essi si faranno) rivendendo a prezzi esorbitanti ecc. ecc.; quel giorno che verrà... non se ,li potranno portar dietro... "magra consolazion pe' vermi!" Sandro Ciapessoni.
Più che il territorio dei padri amano tanto i soldini che possono fare facilmente rivendendo appartamenti da vacanza a prezzi esorbitanti.
Basta cemento! Basta speculazione! Questi non lo capiscono che il territorio è l'unica vero valore esistente e va preservato, per noi, per i figli e per i nipoti! Vergogna assoluta sul nostro lago come e peggio che nel resto del Paese.
Il sindaco Dotti è stato rivotato una seconda volta. Si vede che ad Argegno le cementificazioni più orribili piacciono. Poi hanno l'ipocrisia di votare la Lega perché dicono di amare il territorio dei padri!!!
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