Rimani aggiornato! Puoi essere avvisato quando viene inserita una notiza di tuo interesse:
UGGIATE TREVANO Galeotta fu la festa di laurea di un comune amico per i coniugi Elio Romanelli, e Nerina Boatti, rispettivamente 90enne e 85enne, che martedì 31 agosto festeggeranno il sessantaquattresimo anniversario di matrimonio nella propria abitazione di via don Sturzo, a Uggiate Trevano, nell'intimità della propria famiglia composta da tre figli e i cinque nipoti. Da quell'incontro casuale sbocciò l'amore che si tramutò immediatamente in fidanzamento ufficiale e tre anni dopo nelle nozze. Da sessantaquattro anni, dunque, uniti in matrimonio e da sessantasette insieme sotto l'egida dell'amore, fiammella accesasi in occasione della festa di laurea in medicina in cui fortuitamente si trovarono entrambi invitati. “Per mio marito quell'incontro –racconta la moglie Nerina Boatti- fu un colpo di fulmine niente affatto per me anche perché a quel tempo ero minorenne (si raggiungeva la maggiore età a ventuno anni) e non pensavo al possibile fidanzamento né tantomeno al matrimonio”. Un'unione, dunque, quella dei coniugi Romanelli-Boatti, che dura dal 31 agosto 1946 quando il medico, Elio Romanelli, e Nerina Boatti, pronunciarono la loro promessa d'amore a Mezzana Rabattone, paesino in provincia di Pavia, vicino al Po, dedito esclusivamente all'agricoltura. Ul sciùr dotùr Romanelli già da un anno residente a Uggiate Trevano, dove, giunto per trovare il suo zio medico che sostituiva il collega andato in pensione, prese, fresco di laurea, il suo posto divenendo il medico curante dei pazienti di Uggiate Trevano, Ronago e Faloppio. Dopo il matrimonio, portò la moglie Nerina ad abitare nei due locali dell'immobile di proprietà Somaini, di fronte alla piazza del paese, che aveva preso in affitto da scapolo. La coppia Romanelli-Boatti abitò per cinque anni nei locali presi in affitto un anno prima dal fidanzato, locali dove nacquero le due prime figlie: Ornella, professoressa al San Carlo di Milano, e Titti, dirigente architetto in uno studio di Milano”. Nel 1950 gli sposi Romanelli si trasferirono, a Gaggino Faloppio, nella villa Fecchio, dove nacque il terzo figlio: Carlo, dottore in medicina di base che prese il posto del padre andato in pensione dopo cinquant'anni di attività. I coniugi Romanelli-Boatti pronunciarono il loro sì d'amore quattro volte con identico rituale e scambio di anelli: la prima il giorno del matrimonio, la seconda per il venticinquesimo, la terza per le nozze d'oro e l'ultima quattro anni fa per il sessantesimo.
© riproduzione riservata
Evasione fiscale: le accuse di Confesercenti - Politica: a ...
Dal Tg5: Schettino sulla plancia della Concordia
Saronno - statue del santuario
Aquino, il boss che amava il calcio
Invia il tuo commento