Basket, Ai lov dis gheim La versione di Gianni
Gianni Corsolini

Basket, Ai lov dis gheim
La versione di Gianni

Consueto appuntamento settimanale con la rubrica di Corsolini, la più longeva del giornale La Provincia

ira e rigira Cantù è un gran richiamo. Vedasi il ritorno di Christian DiGiuliomaria per giocare qui le ultime gare della sua carriera. Lui ha la famiglia ad Inverigo. Così dopo Francesco Frates, fratello di Fabrizio, che ha metto su casa in centro a Cantù, riscontriamo anche l’avvicinamento di Lello Ceper da Novara a Castano Primo. Mentre Frates fa l’architetto e gira tutto il mondo, Ceper è ingegnere informatico e lavora in India Cina e Giappone.

Comunque so di aver riscontrato molta simpatia coi molti appelli contro nonni e genitori che difendevano i bambini a prescindere dalla realtà. I voti degli insegnanti, con le troppe insufficienze, sono ingiusti perchè i loro bambini sono bravi. Quindi colloqui coi presidi, professori e la solita accusa contro la scuola. Non hanno mai pensato, questi vecchi, che i loro figli sono ogni giorno più ignoranti per colpa loro. La cultura latita, non molti leggono, pochi capiscono.

Nessuno osserva che tutti questi gioielli sono sovrappeso, non si muovono, sono sempre più legati al web che ti dà una risposta, ma non il perchè succede una cosa. È possibile che non ci sia una ribellione alla mancata maturità Donnarumma, a parte la sobrietà di una cifra fuori da ogni considerazione logica. Sono soldi per l’artista, è giusto che guadagni. L’importante che non diventi un evasore fiscale, uno scassa macchine e famiglie.

Il discorso lo avete capito:è tutto un commercio esagerato. I suddetti valori non si intravedono più prosperano i furbetti. In fondo la crisi Fipav- Zaytsev è un deja -vu. La postura delle scarpe è una balla. È il contratto con lo sponsor che bolle in pentola. Se uno non rispetta la marca viene eliminato immediatamente dalla convocazione e messo fuori dal “contesto”.

Personalmente ho il piacere di ricordare delle vicende canturine legate non solo ai canestri, ma alla scuola. Il “college” o la foresteria ospitavano ragazzi che facevano allenamento che frequentavano anche la scuola, ed è certo che questo problema del territorio considerava i ragazzi idonei al basket, che venivano da noi giovanissimi, e venivano seguiti come le famiglie allora e aumentavamo la crescita cestistica e scolastica.

Era chiaro che la pallacanestro Cantù non poteva sempre sfruttare la fortuna di avere a Rovagnate Antonello Riva, a Figino Marzorati, a Lentate Eros Buratti e a Novate MilaneseFabrizio Della Fiori. Tanti canturini hanno finito al scuola oppure hanno scelto di lavorare. È il caso di Borghi, Lapetina, Gioia, Meroni ecc. Però Di Giuliomaria, con l’altezza e le caratteristiche fisiche per il basket già da ragazzo, è venuto da Roma, così come Ceper da Trieste, Rossini da Treviglio e Zorzolo da Novara.

Quanto sopra è un parziale esempio, ma la realtà della “scuola canturina” è questa. Io stesso ho insegnato al collegio De Amicis e dopo di me molto meglio lo ha fatto Giuliano Zia, che fu insegnante di disegno e ginnastica. Zia era di Monfalcone. Tutti noi rappresentanti della canturinità cestistica abbiamo creduto al binomio scuola-basket. Gli Allievi, padre e figlio, poi Corrado venivano alle partite degli juniores. Ricordo che diverse volte mi sono trovato in tribuna con Ambrogio Angiolini, il papà di Zorzolo, Antonio e Nunzia Borghi e Teresa e Franco Polti, allora vice e presidente della società. Adesso siamo obbligati a pensare a questo futuro che ci consenta di mantenere queste caratteristiche di continuità. Questo fatto ci dà speranza.n 
Gianni Corsolini

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