Cambiate le serrature alla “Caimi”  Cantù, allenamenti garantiti
Il gm Cappellari, coach Sodini e il tm Fumagalli al “Toto Caimi”

Cambiate le serrature alla “Caimi”

Cantù, allenamenti garantiti

La squadra dovrebbe riprendersi ad allenarsi quest’oggi nella palestra del centro sportivo di Vighizzolo dopo due giorni di riposo.

BASKET

Dovrebbe essere garantita l’odierna ripresa degli allenamenti da parte della Pallacanestro Cantù. Intanto perché il “Toto Caimi” è tornato a essere disponibile dopo le vicissitudini che di seguito riportiamo, ma soprattutto perché sembra che lo staff medico si sia assunto la responsabilità di dare il proprio ok al lavoro nonostante la mancanza di alcuni macchinari ritenuti indispensabili per alcuni giocatori.

Un passo alla volta. «Noi con il “Toto Caimi” non abbiamo alcun tipo di problema di natura economica - sostiene il general manager Toni Cappellari (anche se in realtà nessuno aveva eccepito su questo punto, ndr) -. Ciò che è accaduto è che alcuni tesserati della Pallacanestro Cantù hanno utilizzato la palestra in orari che non erano nostri: per questo motivo, e direi perfettamente a ragione, hanno cambiato le serrature e quindi le chiavi d’ingresso. Così che non vi siano più nostri tesserati che accedano alla palestra in orari non nostri. E verranno ad aprirci e poi a chiudere a seconda dei nostri orari. Tutto qui». Beh, non è proprio così normale... «Sono nella pallacanestro ormai da qualche anno e ho frequentato ad esempio il PalaLido per un po’ di tempo. Ebbene, anche lì essendo spesso la palestra vuota poiché non inutilizzata, tesserati dell’Olimpia la frequentavano in orari non propri. Ma non per questo chi gestiva l’impianto cambiava le serrature. Intendo dire, bastava una telefonata, ammonendoci, e tutto era risolto. Hanno invece deciso di cambiare le serrature? Che le cambino...».

Avanti. Nella tarda serata di ieri lo staff medico avrebbe preso la decisione di dare il proprio ok riguardo lo svolgimento dell’odierno allenamento pomeridiano (in mattinata soltanto pesi e tiro). In pratica si sarebbe assunto la responsabilità di far allenare la squadra pur in assenza di alcune apparecchiature medicali ritenute essenziali e funzionali.

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