Cantù, organico poco profondo
Ma adesso la squadra c’è

La spettacolare partita contro Venezia, pur persa, ha confermato la validità della Red October nelle mani di coach Marco Sodini.

È finita con la prima sconfitta casalinga di questa finora travagliata stagione, ma di certo la Red October vista ieri sera di fronte alla scudettata Umana Reyer Venezia non ha per nulla deluso i suoi sostenitori.

E non era facile risalire, o anche solo provarci, dopo i primi 10’ che potevano stroncare qualsiasi altra squadra. Indubbio carattere quindi quello messo in mostra da Chappell e compagni, arrivati a un soffio da una prestigiosa vittoria.

Inutile riesaminare i singoli episodi, da quelli sfortunati come l’involontario e incredibile autocanestro di Crosariol, a quelli fatti di puri errori propri oppure errori altrui, come i due fischi quanto meno dubbi del finale dei supplementari sotto il canestro d’attacco di Venezia.

Il dato di fatto è che questa squadra c’è e ha una consistenza che permetterebbe di alzare lo sguardo oltre a una “semplice” salvezza, nonostante qualche indubbio limite, come quello di un organico non lunghissimo, accorciato ancora di più dall’assenza di Thomas, che in aggiunta alla doppia cifra dei cinque del quintetto d’avvio contro la Reyer ha portato solo 10 punti in totale.

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