Como, parla il capitano  «Io sono qui per vincere»
Davide Sentinelli ( a sinistra) esulta con Bovolon (Foto by Foto Cusa)

Como, parla il capitano

«Io sono qui per vincere»

Oggi sul giornale ampia intervista a Davide Sentinelli

Un’anticipazione dell’intervista pubblicata oggi su La Provincia

Due gol e un’autorete in due partite. Davide Sentinelli non si sta facendo mancare nulla, si è buttato anima e corpo in questo Como, prendendosi tutte le responsabilità che competono al suo ruolo di capitano. Lui era qui dal primo giorno di ritiro. E oggi, dopo quasi due mesi e dopo la partita con la Caronnese che lo ha visto protagonista in tutti i sensi, nel bene e nel male, ha un’altra convinzione in più.

Episodi a parte, come ne esce il Como da questo confronto con una squadra di vertice?

Direi bene. Ne usciamo rafforzati sicuramente. Un pareggio che ci può stare ma che è anche figlio di due nostre leggerezze. Nel senso che avremmo anche potuto vincere questo confronto. C’è una continua crescita anche dal punto di vista della mentalità, lo ha dimostrato la nostra capacità di ribaltare il risultato, giocando anche bene. Possiamo assolutamente stare già alla pari con chi in questo momento è davanti.

Strano avere come primo rigorista un difensore, non è così comune...

Io li ho sempre calciati, negli ultimi anni ancora di più. Per tirare bene i rigori non bisogna per forza essere fortissimi tecnicamente... Sono maturo al punto giusto per potermi prendere questa responsabilità, giusta anche per il mio ruolo di capitano.

Si può fare un confronto tra questo Como e quello in cui giocavi dieci anni fa che vinse campionato e Coppa Italia?

E tra quel campionato e questo?

Non è facile, soprattutto per un motivo. Allora qui a Como siamo arrivati in dieci dal Tempio, allenatore compreso. C’era già tanto lavoro fatto insieme e una conoscenza già rodata, questa volta no. In comune c’è lo stesso obiettivo, quello di vincere. E sinceramente questo campionato rispetto a quello mi sembra forse meno difficile. Quella squadra aveva anche più cambi, più alternative. Questa sta crescendo bene e già ha superato alcuni ostacoli importanti e alcune delle squadre più forti. Ora credo che sarà ancora rinforzata..

Il tuo attaccamento con i tifosi del Como è davvero particolare per averci giocato un anno soltanto...

Sì, perchè è stato un anno speciale. Oltre alla vittoria, sono nati rapporti di amicizia con un po’ di tifosi con cui poi il rapporto non si è mai interrotto. Per me è stata una stagione indimenticabile anche fuori dal campo, fu il primo anno in cui, proprio qui, cominciai a vivere con mia moglie e cominciò a crescere la nostra storia. Fu l’anno in cui persi mio nonno a cui ero legatissimo. Insomma, una stagione piena di emozioni di ogni tipo. E Como per me è una specie di sogno, mi piace tantissimo. Sono rimasto per anni con il rammarico di non poterci tornare. È vero, sono qui per il mio legame con Corda ma al Como non avrei comunque mai detto di no.

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