Guazzo torna a Como dopo 9 anni  «Non ho perso il vizio del gol»
Matteo Guazzo, 15 reti con la maglia azzurra nella stagione 2008/09 (Foto by Foto Cusa)

Guazzo torna a Como dopo 9 anni

«Non ho perso il vizio del gol»

Oggi sul giornale La Provincia ampia intervista all’attaccante

Un’anticipazione dell’intervista pubblicata oggi, 26 agosto, sul quotidiano La Provincia

Matteo Guazzo, nove anni dopo. Un ritorno che non può lasciare indifferenti, visto che negli ultimi anni pochi attaccanti a Como sono riusciti a segnare in una stagione quanto lui. Quindici gol, nell’anno della risalita dalla C2 alla C1. Un anno che Guazzo non ha mai dimenticato, e non solo per quei gol. «Quando me ne andai - ricorda ora - per me fu un grande dispiacere. Perchè a Como stavo benisssimo, oltre che per quanto di bello avevo fatto in campo. E già allora dicevo che mi sarebbe piaciuto prima o poi ritornare».

Intanto sono passati gli anni, oggi Guazzo ne ha 35, è passato da grandi piazze come Salerno e Parma, con alterne fortune, «ma non ho mai smesso di fare gol». Ed è per questo che è tornato qui. Non solo per rinfrescare i ricordi di quella bella stagione, in cui segnò gol anche molto belli, ma per dimostrare che è ancora capace di segnare. «Sono passato attraverso il fallimento del Mantova, ho avuto richieste anche in C oltre che in D, ma aspettavo l’occasione giusta. Io vivo a Parma, cercavo una buona piazza che mi consentisse anche di non allontanarmi troppo dalla famiglia. E dunque, quando il mio procuratore mi ha prospettato il Como, l’idea mi è piaciuta subito. Non sono felicissimo di giocare in serie D, ma in una piazza così è un’altra cosa».

Guazzo molto sinceramente ammette che «ho ancora molto lavoro da fare, ho qualche chilo da perdere e non sono certamente ancora pronto. Mi sono allenato da solo, ma non è la stessa cosa. Se c’è bisogno, posso anche giocare una decina di minuti già domenica. Ma conto di poter essere al meglio diciamo per la seconda di campionato. Non voglio forzare e rischiare di farmi male, non voglio giocare tanto per farlo, finchè non sono in condizioni soddisfacenti».

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