Parla capitan Chappell
«Orgoglio e responsabilità»

Il nuovo Usa designato leader di Cantù. «Siamo piccoli? Non è questione di misura ma di cuore».

«Non sono molto interessato al tabellino. Sono un giocatore da palle recuperate, lavoro sporco e soprattutto mi piace lavorare per l’alchimia della squadra». Si presenta al pubblico di Cantù Jeremy Chappell, nuovo capitano della formazione biancoblù per la stagione agonistica 2017-2018. Lo fa annunciando che da lui ci si dovrà aspettare forse poco spettacolo, ma tanta sostanza. Quella che alla fine porta punti in classifica e, si spera, un piazzamento importante alla fine della regular season.

Chappell è subito balzato agli onori della cronaca per la nomina a capitano, avvenuta durante la giornata di martedì. Una scelta non casuale probabilmente, visto il suo rapporto molto stretto con coach Bolshakov. Il tramite perfetto tra guida tecnica e giocatori, insomma.

«Una scelta che mi riempie di orgoglio e responsabilità - commenta il giocatore classe 1987 - . Ritengo un grande onore per me che mi sia stata data la possibilità di essere il leader fuori e dentro il campo in questa squadra».

Il capo allenatore Kiril Bolshakov è stato già suo allenatore in passato in Ucraina. Cosa pensa di lui? «Da quando sono professionista è il mio allenatore preferito tra quelli con cui ho lavorato».

Smith, Culpepper, Chappell. La batteria di esterni americani in forza a Cantù quest’anno non rischia di essere un po’ bassa e leggera? «Non credo. Per noi non è mai una questione di misura, è una questione di cuore. Possiamo essere più grandi della nostra taglia».

L’intervista integrale sulla Provincia di venerdì 25 agosto

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