Cantù, autovelox della discordia
«Mettiamoli davanti alle scuole»

Il Pd adesso chiede che le colonnine vigilino sui punti veramente più pericolosi. Il motivo: «Sulle strade a grande scorrimento servono solo a fare cassa e non per la sicurezza»

La domanda vuole essere propositiva. «Vogliamo trovare un senso a questi autovelox?», si chiede il Partito Democratico, in minoranza in Consiglio comunale: la risposta è nella proposta di spostare i box dalle strade di collegamento, dove sono stati previsti - e in molti casi già fissati a terra - per metterli a presidio dell’area di piazza Garibaldi, centri delle frazioni, scuole e ingressi della città.

Intanto il tema tiene banco. I cittadini sono soprattutto preoccupati per le possibili multe. Qualcuno si dichiara concorde nel far rallentare i veicoli, in particolar modo sulle strade dove sono avvenuti incidenti mortali.

«Il sindaco si lamenta delle critiche e chiede proposte costruttive: ecco la nostra», dice Roberto Bianchi, Pd. «Puntare tutta la propria azione di controllo sugli assi stradali così nevralgici - dice a proposito delle attuali postazioni - non è che un modo per far cassa».

«Sono strade di attraversamento, utilizzate da lavoratori e cittadini per spostarsi. Queste condizioni fanno sì che il piano per la sicurezza stradale appaia solo una scusa per mettere in difficoltà gli automobilisti, per imporre una sorta di ulteriore tassa».

«Proponiamo quindi di spostare tutte le colonnine, posizionandole nei luoghi dove veramente servono, trasformando un grosso problema e disagio dei cittadini in un’opportunità». Salvi i velox in piazza Piave e via Monte Baldo, la lista del Pd elenca via Fossano, via Giovanni XXIII, via Vergani, via per Alzate, via Carcano, la parte alta di Via Milano, la zona di piazza Garibaldi.

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