Cantù, è crisi solo in centro  Le attività si spostano in periferia

Cantù, è crisi solo in centro

Le attività si spostano in periferia

I negozianti scelgono zone con affitti meno cari e grande disponibilità di parcheggi Cinque anni fa censiti 609 esercizi, oggi sono 608: crescono i discount, boom per la ristorazione

Il centro piange. E le periferie sorridono. Chissà che in tutto questo non influiscano i parcheggi fuori dalla zona a traffico limitato, gratis e più facilmente accessibili rispetto al cuore della città, con i suoi sensi unici e le monetine da infilare nel parcometro per la sosta.

Per non dire degli affitti. Un conto è dover pagare per i muri di via Matteotti o di un’altra strada attorno a piazza Garibaldi. Un altro è buttarsi su un canone a prezzo inferiore, tra l’altro magari per uno spazio commerciale che si affaccia comodamente su una strada di passaggio. E così, se intere vie, come è il caso di via Dante, si stanno trasformando in un deserto, altre zone della città prendono piede.

Il confronto con gli anni passati rivela che, nonostante tutto, i negozi stanno tenendo. La differenza è più signicativa sugli ultimi cinque anni. Le attività commerciali, in totale, erano 609 il 30 novembre 2012. E sono 608 oggi. Resta il segno meno davanti: -0,16%, a dirlo in percentuale.

Per la precisione, lo spaccato commerciale attuale si suddivide in 96 attività di commercio alimentare, al cui interno contribuiscono i discount, in crescita; 455 attività di commercio non alimentare, un dato che comprende i negozi in senso tradizionale, dalla boutique agli elettrodomestici; e 57 attività di tipo misto, i venditutto in qualche caso aperti da cittadini stranieri, dove si può trovare dalla verdura alla lampadina.

Ma il dato più indicativo è, di nuovo, nella crescita dei pubblici esercizi. Bar e ristoranti salgono ulteriormente. Ora, in città, sono ben 176. Erano 145 soltanto due anni fa, nel novembre del 2015. La crescita percentuale è pari al +21,37%.

Altri dati sul giornale in edicola venerdì 10 novembre.

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