Cantù: «Nuovo Pianella?   La speranza è poca»
Nando Arnaboldi, Giovanni Ricci e Pierluigi Marzorati discutono in piazza sul futuro della pallacanestro

Cantù: «Nuovo Pianella?

La speranza è poca»

L’amarezza dei canturini: «Sono le solite figuracce»

E qual è l’argomento più discusso, nei bar, all’immancabile aperitivo in piazza Garibaldi, a conclusione di una settimana a dir poco infernale, con una pessima notizia dietro l’altra sul tema?

Non serve un genio per indovinare: le preoccupazioni per la Pallacanestro Cantù e per il suo palazzetto, sogno irrealizzabile da ormai quasi trent’anni.

Quasi da lacrime agli occhi, al solo discuterne fra i tavolini del centro città. Con tifosi, anche di primo piano, assolutamente tristi. E parecchio sfiduciati sul futuro. Perché poi, a fare la somma, il conto, per qualcuno, è pesante.

Tra i tifosi “vip”, Pierluigi Marzorati, bandiera della Pallacanestro Cantù. «Sicuramente, in questo processo di evoluzione, se così vogliamo dire, insolito, molti canturini non si identificano in questo modo di gestire. D’accordo che chi mette il grano, di solito, ha vinto. Il dato è però che ci troviamo con un decimo delle tessere degli abbonamenti: da 3mila a meno di 300».

Altri tifosi. Mattia Radice non è molto ottimista: «Mi sembrano le solite figuracce. Finita un’epoca d’oro, quella degli Allievi, ci sono sempre state difficoltà. La disaffezione mi sembra abbastanza evidente».

Gabriele Fumagalli ha un suo teorema. «Con i palazzetti va così: all’inizio ci sono sempre i soldi. Poi succede sempre qualcosa».

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