False giustificazioni alla scuola  La professoressa va a processo
Il liceo artistico “Melotti” di via Andina a Cantù, finito suo malgrado in questa vicenda

False giustificazioni alla scuola

La professoressa va a processo

La docente di religione è comparsa in aula come imputato. Aveva insegnato al liceo “Melotti” di Cantù e allo “Jean Monnet” di Mariano

Si è aperto in tribunale, a Como, il più classico dei processi per “assenteismo”, vero o presunto (per capirlo bisognerà aspettare la sentenza).

L’insegnante, che all’epoca delle contestazioni, tra il 2008 e il 2012, risultava in servizio allo Jean Monnet di Mariano e al Melotti di Cantù, è accusata dei reati di falso e truffa ai danni dello Stato (circostanza aggravante) per avere esibito a più riprese certificati medici o attestazioni di frequenza di alcune lezioni all’università dell’Insubria per giustificare la sua assenza dal posto di lavoro.

Secondo la Procura, che per l’insegnante - 45 anni - ha chiesto e ottenuto il processo, in alcuni casi era stato possibile accertare la falsità dei documenti per il semplice motivo che facevano riferimento a lezioni in realtà programmate in altre date. Questo, almeno, è quanto a suo tempo emerse dal lavoro dei poliziotti della squadra mobile della polizia.

Le carte, una decina di dichiarazioni di presenza rilasciate dall’università dell’Insubria tra il dicembre del 2008 e il febbraio del 2012, un paio di dichiarazioni del Centro diagnostico specialistico San Nicolò di Como e altre due attestazioni di presenza rilasciate dall’ospedale Niguarda di Milano, le sarebbero in altre parole servite per garantirsi comunque la corresponsione dello stipendio anche in assenza di motivi d’assenza realmente giustificati.

In aula il giudice si è limitato a rinviare il dibattimento, nel corso di una di quelle udienze di cosiddetto “smistamento”, necessarie per fare ordine tra i processi e per “calendarizzarne” la celebrazione. Per conoscere la versione dell’imputata, sempre che scelga di presentarsi in aula, bisognerà aspettare ancora, quanto meno per comprendere a cosa potesse servirle tanto tempo libero..

Il processo, in ogni caso, è una rarità. Non capita spesso che l’assenteismo, o supposto tale, finisca in un aula del tribunale penale.

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