La chiusura dell’oratorio di San Teodoro: «Siamo cresciuti giocando lì, che tristezza»

Le reazioni Tanti i canturini che hanno trascorso la loro infanzia divertendosi su quei campi. Il vicesindaco Molteni e l’assessore Cattaneo: «Capiamo le ragioni, ma è un colpo al cuore»

Le estati passate giocando a pallacanestro, le amicizie, le risate. Tanti davvero, in città, hanno ricordi legati all’oratorio di San Teodoro. E oggi sospirano con un po’ di malinconia, perché non solo la loro adolescenza non c’è più, ma nemmeno il luogo dove ne hanno trascorso una parte importante.

Adesso è ufficiale, la comunità pastorale di San Vincenzo, nell’ultimo numero del bollettino parrocchiale, annuncia attraverso le parole del prevosto don Fidelmo Xodo che «a partire dalla prossima estate, l’oratorio di San Teodoro cesserà di accogliere le attività giovanili nella prospettiva di essere “riconvertito” in un “polo della carità”.

Il progetto

Il progetto è quello di riunire in un unico luogo le attività caritative e sociali della Comunità e il Consiglio pastorale ha dato mandato di verificarne la fattibilità». Le attività estive, quindi, si concentreranno nei due oratori di San Michele e San Paolo. Diversi i motivi, da quello demografico, con un costante calo delle nascite, all’allontanamento dall’ambiente oratoriano da parte dei ragazzi.

E quello economico. Il sindaco Alice Galbiati l’oratorio l’ha frequentato a San Michele: «Qualche settimana fa don Paolo ha comunicato a me e all’assessore Girgi la decisione del Consiglio Pastorale, spiegandocene le ragioni. Ho molto apprezzato il desiderio di condividerla con l’amministrazione e tengo a ribadire la nostra totale disponibilità qualora lo ritenessero opportuno, anche per la futura destinazione dei locali di San Teodoro».

Tanti ricordi

L’assessore ai Lavori Pubblici Maurizio Cattaneo, invece, quel luogo lo conosce bene, nella chiesa di via Corbetta è stato battezzato, ha ricevuto comunione e cresima. E non nasconde la tristezza: «In oratorio sono sempre andato da ragazzino, fin da quando era ancora diviso tra maschi e femmine. Dispiace davvero, io non vedevo l’ora di arrivare a casa e cambiarmi per correre a giocare. Il tempo che i ragazzi passano in oratorio è ben dedicato, ben speso, non sono per le strade». Lui, nelle fila della corale, ha conosciuto anche la sua Alessandra, diventata poi sua moglie. «Non so se il motivo sia demografico o legato alla disaffezione – continua – ma ovunque sia la verità, mi dispiace davvero».

Il vicesindaco Giuseppe Molteni è nato e cresciuto a poche centinaia di metri da quell’oratorio: «Alle scuole medie ci vivevo. Era il posto dove andavo a giocare a pallacanestro e d’estate, da giugno ad agosto, ero sempre lì, tutto il giorno. Per questo questa notizia mi addolora davvero».

«La scorsa domenica ci sono passato davanti e vederlo chiuso e vuoto mi ha colpito al cuore. Che una domenica pomeriggio l’oratorio non fosse pieno di bambini, per quello che ho vissuto, era inconcepibile».

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