Mariano, via i cordoli in via Ferrari  Tornano subito i furbetti della svolta
L’immagine diffusa sui social: una svolta pericolosa nonostante la presenza dei vigili poco lontano

Mariano, via i cordoli in via Ferrari

Tornano subito i furbetti della svolta

Sui social le immagini di chi non rispetta la segnaletica e crea situazioni di pericolo. L’opposizione: «Tornano i vecchi rischi». Il sindaco: «Quegli spartitraffico erano sbagliati»

Arrivano in macchina e mano a mano rallentano fino a fare inversione di marcia in via Cardinal Ferrari a Mariano. Dove i cordoli sono stati recentemente rimossi dall’amministrazione, la carreggiata, ora, offre nuovamente spazi di manovra ai “furbetti” della svolta. Automobilisti indisciplinati, s’intende, che piuttosto di arrivare alla vicina rotonda preferiscono tagliare la strada per guadagnare così qualche metro in direzione della stazione.

La cronaca dell’episodio è restituita da uno scatto pubblicato sulla pagina Facebook “Sei di Mariano Comense se...”. «Per facilitare il passaggio dei mezzi di soccorso non si può aumentare la pericolosità di una via - commenta il capogruppo della Lega Nord, Giovanni Alberti - . Intendiamoci, io ero d’accordo sul fatto che fosse necessario rivedere il percorso, ma abbassando il cordolo».

«Era prevedibile il ritorno dei furbetti, per questo era necessario fare un’azione prima di educazione dell’automobilista e poi una di controllo - sottolinea la portavoce del Movimento Cinque Stelle, Carmen Colomo -. Un po’ come è successo sul piazzale Santo Stefano preso da tutti come parcheggio ma, dopo diverse segnalazioni, le persone hanno capito che lì non si deve sostare».

L’amministrazione però non ci sta e per voce del sindaco Giovanni Marchisio respinge al mittente le accuse: «La soluzione ai furbetti della svolta non è certo creare ostacoli alle ambulanze, ma lavorare sul senso civico degli automobilisti e sul rispetto della segnaletica. L’attuale opposizione - che quando era maggioranza ha costruito quei cordoli - una volta tanto dovrebbe riconoscere di aver fatto allora un errore non ascoltando chi tutti i giorni guida i mezzi di soccorso».

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