Palasport di cantù
Il rebus dei parcheggi

Secondo le norme del Coni

servirebbero oltre 1800 posti auto

Si confida sul fatto che molti, al palazzetto, potranno arrivarci anche a piedi. Magari attraverso la ciclopedonale di via Manzoni. Che oggi, a pochi passi da piazza Garibaldi, collega direttamente il centro alla zona del futuro cantiere.

La nuova struttura che la Sport Expo di Irina Gerasimenko intende costruire sul campo da calcio in terra battuta del centro sportivo comunale, con ogni probabilità porterà con sé soltanto qualche decina di posti auto. Lo spazio, del resto è quello che è.

E così si contano già ora i parcheggi disponibili nelle vicinanze. Più o meno immediate. Ma, tra le ipotesi al vaglio, non si esclude l’individuazione di nuovi parcheggi a macchia di leopardo nei dintorni.

Intanto, Alessandro Corrado dà già la sua disponibilità a utilizzare i 300 posti auto del palazzetto Pianella di Cucciago. Da cui in futuro potrebbero partire dei bus navetta per il nuovo palazzetto.

A fare i conti, in questi giorni, sono anche i professionisti impegnati nella stesura del progetto. Mentre l’interrogativo che si pongono in molti, anche dopo i dubbi sollevati da Pier Luigi Marzorati, bandiera della Pallacanestro Cantù, è il rebus del momento: bastano i parcheggi nell’area di via Giovanni XXIII per un palazzetto da 5mila e 500 posti?

La normativa del Coni per gli impianti sportivi calcola un’auto ogni tre spettatori. Quindi, in teoria, senza tener conto di pedoni e autobus, che abbasserebbero il numero necessario, servirebbero 1.833 parcheggi. Il “liberi tutti” è quindi l’articolo 6 comma 3 della delibera del Coni 1379/2008. Dove si afferma che per i parcheggi degli impianti sportivi «potranno essere utilizzate anche aree esterne all’impianto sportivo e aree della pubblica viabilità, purché utilizzabili durante le manifestazioni».

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