Setificio, 400mila euro per i laboratori  Gli imprenditori investono sul futuro

Setificio, 400mila euro per i laboratori

Gli imprenditori investono sul futuro

Stanziamento della Fondazione che sostiene l’istituto di via Castelnuovo - In arrivo nuovi macchinari per studiare chimica, tessitura, disegno e informatica

Gli imprenditori tessili comaschi mettono sul piatto 400mila euro per rivoluzionare i laboratori dell’istituto di via Castelnuovo.

Sono in arrivo nuovi macchinari per imparare la chimica, la tessitura e il disegno, più altri strumenti per l’informatica, è un grande sforzo per la Fondazione Setificio, un ente che vanta un capitale di un milione e mezzo di euro. Un tesoro i cui ultimi veri creditori sono gli studenti.

«Una volta ci pensava soltanto lo Stato – spiega Andrea Ferrari, imprenditore tessile, ex allievo e oggi presidente della Fondazione – poi finito il boom italiano alcuni industriali illuminati hanno iniziato a spendersi per aiutare le scuole. Per il Setificio su tutti l’ha fatto l’indimenticato Giannino Brenna, è stato il primo ad avere l’idea di costruire una Fondazione nel lontano 1995, una presenza concreta sempre alle spalle della scuola, pronta a tendere una mano. Ma ci hanno creduto in molti, imprenditori come Alberto Orsucci e l’attuale colonna portante Graziano Brenna. Adesso la scuola ha un supporto stabile. Il polo tessile comasco sente l’obbligo di investire nella formazione, nel capitale umano, per creare opportunità e prosperità». Un quarto dell’investimento andrà a sostegno di una fabbrica didattica, da costruirsi per gli studenti non solo del Setificio, ma anche della DaVinci-Ripamonti e del Caio Plinio, in un progetto parallelo voluto dal ministero dell’Istruzione.

Ma perché così tanti soldi per scuole pubbliche? «Giannino ai tempi diceva che destinare tante risorse alla scuola andava al di là della generosità – dice ancora Ferrari – è un atto di egoismo, perché senza scuola non c’è futuro e non c’è benessere». «Una forma di egoismo direi parecchio illuminata – commenta Roberto Peverelli, dirigente scolastico del Setificio e a sua volta componente del consiglio di amministrazione della Fondazione – è stata un’intuizione notevole, dirompente per gli anni Novanta, un investimento che ha un grande ritorno per la comunità».

Non un ritorno economico, perché il capitale della Fondazione non investe nella finanza creativa, non frutta nulla in banca. La Fondazione è un tavolo al quale siedono docenti, imprenditori, presidi, persone che avanzano esigenze, idee, suggerimenti e dove al momento non si sono verificate frizioni, ma comuni intenti. La vocazione prettamente tecnica e professionale dell’istituto ha aiutato questo connubio, il Setificio è la scuola di riferimento per il tessile made in Como. Non sono molti gli istituti superiori italiani, anche quelli votati ad un particolare ramo tecnico, che possono sfruttare l’occasione di avere a disposizione simili risorse. Tant’è vero che, laboratori a parte, il Setificio e la sua Fondazione di recente hanno anche creato due percorsi post diploma, affinché i giovani si specializzino finiti i primi cinque anni, per i docenti invece sono stati pensati dei corsi brevi per aggiornamenti specifici, a stretto contatto con il mondo produttivo.

L’importante investimento per i nuovi laboratori è stato annunciato giovedì sera, al Setificio, l’istituto ha organizzato una cena alla quale hanno partecipato parecchi imprenditori tessili che hanno così colto l’occasione di visitare la scuola in compagnia degli insegnanti.

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