Como, sarà una Lega Pro   bella e pericolosa
Alessio Cristiani e Andrea Marconi, due giocatori che sono ancora sotto contratto con il Como (Foto by Fabrizio Cusa)

Como, sarà una Lega Pro

bella e pericolosa

Da studiare la composizione dei gironi, il numero di squadre potrebbe salire fino a 60

Sarà un campionato di Lega Pro interessante e di buon livello. Su questo non sembrano esserci molti dubbi, anche se non c’è ancora un’idea di come il Como lo affronterà e con quali obiettivi. I pericoli arrivano dappertutto, soprattutto dal basso. Perchè tra le squadre promosse dalla B ci sono alcune delle possibili protagoniste annunciate. Una su tutte il Parma, che dopo il disastro di due stagioni fa che lo ha visto piombare direttamente dalla A alla D è rinato con ambizioni serie e il chiarissimo obiettivo di risalire immediatamente il più possibile.


Nella fisionomia del campionato peseranno e non poco le decisioni su come saranno divisi i gironi. Perchè si sa che potrebbe essere ancora presa in considerazione una suddivisione del campionato se non in verticale quantomeno un po’ modificata. E in effetti l’alto numero di squadre nella metà settentrionale dell’Italia potrebbe portare a una decisione di questo tipo, anche per evitare campionati quasi regionali.

Le lombarde sono otto (Como, Cremonese, Feralpi Salò, Giana Erminio. Lumezzane, Mantova, Pavia, Renate). le emiliane sono sette (Modena, Parma, Piacenza, Pro Piacenza, Reggiana, Rimini, Santarcangelo) , le toscane nove (Arezzo, Carrarese, Lucchese, Livorno, Pistoiese, Pontedera, Prato. Siena, Tuttocuoio) o addirittura dieci se il Pisa dovesse perdere la finale playoff contro il Foggia. Derby continui, con problematiche anche extracalcistiche, ma soprattutto una stagione che penalizzerebbe maggiormente, appunto, le squadre del Centronord.

Ma ci sono altre due questioni su cui si sta discutendo, e se ne parlato anche ieri nell’assemblea delle società di Lega Pro. Una relativa al numero delle società partecipanti: l’idea è quella di riportare la categoria da 54 squadre a 60. quindi tre gironi da venti e non più da diciotto con criteri di ripescaggio ancora da stabilire tra le vincenti dei playoff di serie D o le retrocesse ai playout. Ma l’idea ancora più particolare è quella di modificare i playoff, allargando la partecipazione alle prime dieci classificate, per poi affrontare una fase finale tipo Final Four. Progetto ancora da capire, ma segno ulteriore del fatto che la competitività sarà alta.

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