Grandate, troppo caos in mensa
Bimbi a tavola obbligati al silenzio

Alle elementari ci sono state lamentele per gli schiamazzi durante il servizio di refezione. Sia i dirigenti d’istituto sia il Comune non replicano alle perplessità avanzate da alcuni genitori

Arriva la regola del silenzio nella mensa della scuola elementare di Grandate: quando viene servita la pastasciutta non si parla. L’assessorato all’istruzione del Comune ha organizzato una riunione aperta ai genitori della scuola intitolata a Gianni Rodari per discutere del servizio mensa. Da quest’anno infatti il pranzo viene cucinato dalla ditta Euroristorazione e non più come sempre è accaduto dalle cuoche del vicino asilo Achille Brioschi.

Tra i punti toccati dal dibattito il più curioso riguarda il comportamento dei bambini nel refettorio, giudicato troppo chiassoso. Così si è pensato di attuare una nuova regola, non scritta. Gli alunni dovranno fare silenzio, o comunque tenere la voce bassa, mentre mangiano il primo piatto, sia esso un risotto o una zuppa. Poi, dal secondo, il tono può salire.

L’argomento è stato trattato dalla maestra referente per la commissione mensa Camilla Fontana ed ha sollevato qualche perplessità. Il pranzo infatti è uno dei rari momenti, se non l’unico, nell’arco della lunga giornata scolastica durante il quale i bambini possono svagarsi, oltre che sfamarsi.

Di contro però qualche mamma ha fatto notare come questa regola, ferrea, sia in realtà frutto dei comportamenti scalmanati di qualche singolo bambino. «A me questa regola pare eccessiva – dice Dario Lucca, in qualità di genitore rappresentante in consiglio di istituto oltre che di consigliere comunale – poveri bambini, un po’ di libertà. Porterò l’argomento in consiglio d’istituto». Alla riunione, tenutasi di venerdì sera, in realtà i genitori presenti erano solo una decina. Purtroppo autorità e corpo docenti non vogliono motivare questa scelta.

Contattato telefonicamente l’assessore all’istruzione Alberto Peverelli non risponde, come pure la preside Antonia Licini.

La maestra referente di plesso Rita Beretta ha invece fatto sapere che il suo istituto impone a lei e ai colleghi il silenzio verso la stampa. La rappresentante dei genitori Mariangela Di Giglio non vuole comparire sui giornali. Tutti con la bocca cucita insomma.

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