Vaccini, i presidi  «Non lasceremo  i bimbi in strada»
Per le scuole dell’infanzia il termine per la presentazione delle autocertificazioni scade domani (Foto by archivio)

Vaccini, i presidi

«Non lasceremo

i bimbi in strada»

Domani scade il termine per le certificazioni. I dirigenti scolastici comaschi per la linea morbida. «La scuola dev’essere accogliente, ci diano margini»

Vaccini, i presidi: «Niente porte in faccia ai bambini inadempienti». La maggioranza dei dirigenti scolastici comaschi è intenzionata a trovare margini di manovra per evitare di mettere alla porta almeno i primi giorni i bambini delle famiglie che non hanno portato i documenti e che frequentano i nidi e le scuole dell’infanzia. La legge è chiara: il termine è lunedì, chi non porta i certificati deve essere multato ed escluso già dal giorno seguente. Solo all’infanzia sono iscritti 6338 bambini, altri 9mila nelle paritarie, qualche migliaio frequenta i nidi. La quasi totalità ha già consegnato i documenti, molti mancano all’appello, per dimenticanza, perché stranieri o perché contrari.

«Sarebbe imbarazzante - spiega Valentina Grohovaz, preside dell’istituto comprensivo Como centro città - fino a ieri in segreteria c’era una folla di genitori, spero che tutti rispettino la scadenza. Ma su centinaia di famiglie io temo che qualcuno si dimenticherà. A Cucciago, Grandate e Casnate dove sono reggente per esempio sono certa che qualche famiglia non porterà i documenti. Perché non vogliono, perché fanno storie, perché si attaccano alla privacy. Non ci sono sit-in di protesta, ma il culto anti vaccino esiste. E io lunedì metto una guardia all’ingresso? La scuola dovrebbe essere accogliente, troviamo dei margini di tolleranza, la tempistica è troppo stretta». Questa è la linea condivisa dai più. «Io prima di buttare fuori qualcuno mi prendo un po’ di tempo - dice Daniela De Fazio, preside a Rebbio - la legge dice che il termine è lunedì, ma dice anche che io, scuola, ho dieci giorni per mandare gli elenchi all’Ats, segnalando gli inadempienti. Ci sono tanti stranieri, che non parlano l’italiano, i libretti vaccinali in Africa non sono la normalità, dobbiamo controllare, avvisare, verificare. Lunedì per martedì è infattibile».

L’articolo completo con altre testimonianze su La Provincia in edicola domenica 10 settembre

© RIPRODUZIONE RISERVATA