«Commissione speciale  sulla strage dei bimbi»  Ma l’assessore dice no
Como sala consiliare di Palazzo Cernezzi dove si riusnisce il consiglio comunale (Foto by Andrea Butti)

«Commissione speciale

sulla strage dei bimbi»

Ma l’assessore dice no

Richiesta di Aleotti (5 Stelle) per fare chiarezza. Locatelli: «Non tocca ai consiglieri analizzare l’accaduto»

Le risposte non sono arrivate nemmeno ieri, di fronte ai consiglieri comunali riuniti nella commissione che si occupa di Servizi sociali. Continua il muro di gomma della giunta sulla strage del 20 ottobre scorso, quando morirono nell’incendio dell’appartamento in via per San Fermo Faycal Haitot e i suoi quattro figli. Da settimane La Provincia sta rivolgendo al sindaco Mario Landriscina e all’assessore Alessandra Locatelli (Lega Nord) dieci domande sull’operato del Comune, finora la risposta è stata solo il silenzio. Linea confermata anche durante la commissione di ieri pomeriggio a Palazzo Cernezzi, perché se è vero che la stessa Locatelli e la dirigente Franca Gualdoni hanno parlato a lungo di politiche sociali, è altrettanto vero che gli interrogativi sulla tragedia non sono stati nemmeno sfiorati. Anzi, l’assessore ha respinto la proposta di Fabio Aleotti (movimento 5 Stelle) di istituire una commissione speciale - mossa consentita dallo statuto e già sfruttata in passato - per fare chiarezza su una vicenda che ha scosso l’intera città.

«Non sono d’accordo, non spetta ai consiglieri entrare nel merito di una singola vicenda - ha detto Locatelli - C’è un’indagine della magistratura e ci sono i tecnici, non dobbiamo analizzare noi un caso specifico e non abbiamo nemmeno le competenze per poterlo fare». Chiusura totale, insomma.

Aleotti ha chiesto che la sua proposta venisse messa a verbale e ha precisato: «Qui nessuno dice che il Comune si debba sostituire al pubblico ministero, ma è giusto e doveroso che i consiglieri approfondiscano cosa è stato fatto dall’amministrazione per quella famiglia ed entrino in possesso di tutte le informazioni. È una questione di trasparenza, senza alcun tentativo di caccia alle streghe».

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