Como, finalmente un tetto
per i bimbi profughi alla stazione

Dopo l’appello del vescovo l’impegno a trovare una sistemazione per le donne con i figli minori. A giorni prime misure concrete: servizi chimici e presidio sanitario fisso. Da domani aperti i bagni del Gallio

In arrivo bagni, presidio sanitario mobile e l’impegno a trovare una sistemazione accogliente almeno per le persone più fragili, in primis donne e bambini. L’appello del vescovo Diego Coletti non è stato ignorato dalle istituzioni.

La notizia dell’avvio di un piano organico e condiviso per affrontare l’emergenza migranti in stazione San Giovanni è arrivata ieri dopo un incontro in prefettura che ha riunito attorno al tavolo tutti gli enti - istituzionali e non - coinvolti nella gestione degli aiuti. La notizia più attesa dai tantissimi migranti che vivono accampati alla stazione - ormai sempre più di un centinaio - è l’installazione da parte della Croce Rossa, d’intesa con il Comune di Como e Centostazioni spa, di moduli di servizi igienici nelle aree prospicienti la Stazione ferroviaria. In sostanza veri e propri bagni che serviranno ad alleggerire la precarietà delle condizioni igieniche: fino ad ora, infatti, gli unici servizi disponibili erano quelli dello scalo ferroviario mentre la pulizia personale ed il lavaggio degli indumenti venivano fatti alla fontanella.

Da domani e fino al 28 agosto, poi, saranno attivi anche gli otto bagni e docce della palestra del Collegio Gallio. Altra decisione attesa da giorni quella relativa ai bambini che potrebbero presto avere un posto caldo e sicuro in cui dorme. «È stata assicurata - spiegano dalla prefettura - l’individuazione di appositi spazi, in corso di verifica, al fine di garantire l’ospitalità nei confronti dei soggetti vulnerabili come minori, donne e famiglie con presenza di bambini in tenera età».

Attualmente servono biancheria intima, prodotti per l’igiene personale e cibo a lunga scadenza, in particolare legumi in scatola, bottigliette d’acqua da mezzo litro e tonno in scatola. All’incontro, presieduto dal prefetto Bruno Corda, hanno infatti preso parte l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Como, il questore, il comandante del posto di Polizia ferroviaria, il presidente del Comitato provinciale della Cri, il responsabile di Centostazioni Spa, il direttore della Caritas Diocesana, nonché i rappresentanti della Rete comasca dei servizi per la grave marginalità.

Da parte sua il prefetto ha assicurato «la prosecuzione della puntuale attività di controllo dell’area interessata a cura delle forze di polizia nell’ambito del piano di controllo coordinato del territorio, mediante sistematici servizi effettuati dal personale di polizia ferroviaria, della polizia di Stato e dell’Arma dei carabinieri, con l’ausilio anche di aliquote di rinforzo, nonché della polizia locale di Como».

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