Como, Landriscina avverte subito:
«Se la città non mi aiuta
potrei anche mollare»

Il nuovo sindaco ospite dei Rotary: «Ci metto la faccia ma non voglio più divisioni»

«Ho bisogno dell’aiuto e delel competenze di tutti, se la città non sarà unita potrei anche lasciare». Lo ha detto il neo sindaco Mario Landriscina l’altra sera a Villa d’Este ospite della conviviale organizzata da Rotary Como e Rotary Como Baradello. Una delle prime uscite ufficiali per il sindaco, che ha parlato di costruire un obiettivo comune, andando oltre le divisioni politiche, e coinvolgere i giovani nel processo di cambiamento della città.

«Mettiamo la città al centro - ha esordito Landriscina - dimostriamo che siamo capaci di avere un interesse generale, di muoverci con unità. Io sono pronto a metterci la faccia, ma non voglio più una città spaccata». Per farlo sé necessario puntare alle tante competenze presenti nei diversi settori della vita civile che dovranno fare la propria parte, fornendo idee e supporto teorico e pratico. «Non ci manca niente – ha aggiunto - e allora perché il territorio è fermo? Perché sembra che non si faccia sistema? Io non voglio essere capace di fare tutto, voglio avere accanto persone capaci che mi aiutino a fare bene. Non voglio essere l’uomo solo al comando, voglio registrare una città responsabile dove per fortuna ci sono opinioni diverse ma dove l’interesse superiore deve essere quello della comunità».

Niente si può fare da soli, l’amministrazione è un lavoro di squadra dove il risultato dipende dal buon operato di tanti singoli pezzi. Ecco perché è necessario che quegli stessi pezzi si aiutino l’un l’altro. «La macchina comunale – ha detto ancora il primo cittadino - sta vivendo sia come persone che come struttura dei momenti difficili e vorrei che gli stessimo tutti vicino perché siamo tutti dalla stessa parte. Voglio che i comaschi siano protagonisti, in particolare donne e giovani, ognuno deve giocare la sua partita. Oltre le lamentele serve responsabilità».

Mettersi al servizio di Como per cercare di superare tutti assieme le difficoltà. «Per questo - ha continuato Mario Landriscina - c’è bisogno che mi diciate le vostre idee; sto vivendo un momento molto particolare, entusiasmante ma da prendere con le pinze. Ho lasciato il più bel lavoro del mondo e ne ho cominciato un altro che voglio fare con la stessa passione ma ho bisogno dell’aiuto e delle competenze di tutti. Soprattutto devo capire se sto sbagliando, perché in quel caso sono pronto a fare un passo indietro, ma non accetto le posizioni contrarie per principio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA