Travolto dal treno, il dolore dei figli  «Ciao papà, poeta e gran lavoratore»
I soccorsi, vani, a Paolo Tettemanti alla stazione di Caslino al Piano

Travolto dal treno, il dolore dei figli

«Ciao papà, poeta e gran lavoratore»

Monte Olimpino: il ricordo dei familiari dell’uomo ucciso in un incidente sulla ferrovia a Caslino. «Un pezzo di pane, marito e padre impeccabile, la battuta sempre pronta e la voglia di ridere»

«E ora, chi mi comprerà le sigarette?». La signora Donata, vedova di Paolo Tettamanti, comasco di Monte Olimpino investito martedì mattina da un treno alla stazione di Caslino al Piano, è affranta. E in questa frase, solo all’apparenza di poco conto, sta tutta la sua disperazione. Perché il marito era la colonna della famiglia.

«Un vero “pater familias” - ricorda il figlio Jonathan Tettamanti - Mio padre arrivava sempre dove i figli magari non riuscivano. Un padre affettuoso e presente, magari senza la battuta pronta, ma saggio».

L’inchiesta

Mentre gli agenti della polizia ferroviaria, coordinati dal sostituto procuratore di Como, Mariano Fadda, continuano a indagare sulle cause dell’attraversamento dei binari che è costato la vita a Paolo Tettamanti - ci sarà probabilmente un’autopsia, di conseguenza la data del funerale non è ancora stata fissata - è però certo che la presenza di Tettamanti a Caslino sia riconducibile a cause di lavoro. Si era dato appuntamento con un collega, per poi proseguire insieme in auto verso Varese. Quel lavoro che tanto amava e che, a 68 anni, nonostante fosse in pensione, continuava a svolgere.

Lavoratore autonomo nel campo delle certificazioni energetiche, Tettamanti era ancora attivissimo.

Padre di tre figli – Simona, Jonathan e Monica - aveva anche quattro nipotini, Sean, Gaia, Mia e il piccolo Christian, nato pochi mesi fa e di cui era orgoglioso. Un marito modello, anche se era spesso fuori casa - autentico “macinatore” di chilometri in automobile - si occupava anche delle faccende di tutti i giorni. .

Una serenità che si scontra con la tragedia della sua scomparsa. Ed è bello quindi ricordarlo con le parole scritte dai suoi tre figli e inviate al nostro giornale: «Il signor “Tetta”… lui odiava essere chiamato per cognome. Quindi, Paolo. Il bell’uomo dai capelli lunghi e la barba che lo contraddistingueva. Paolo marito e padre impeccabile. Paolo che portava i suoi bimbi a fare lunghe passeggiate in montagna, che ha dedicato tutta la sua vita al lavoro, a volte facendo orari assurdi, per non far mai mancare nulla alla sua famiglia. Paolo che era un pezzo di pane, Paolo dalla battuta pronta, dalle facce pazze, dai messaggi stralunati, dalle sue voci alla Jack Nicholson che ricordavano “Shining”, dalle poesie stupende, dalle parole concise, dal buonumore… Paolo, un grande uomo!».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti (1) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito. I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati. Accedi per commentare
rosanna sirti scrive: 22-04-2017 - 10:19h
Per quella che era la sua attuale attività, ho avuto modo di conoscerlo, e oltre l'encomio per la dedizione e professionalità che applicava, riconosco anche una personalità disponibile, brillante, euforica, e non posso far altro che unirmi al dolore della famiglia porgendo le mie piu sentite condoglianze .