Coronavirus e giustizia
Già 7 gli esposti in Procura
«Mio padre morto a 69 anni»

Como: raddoppiate in un giorno le segnalazioni arrivate alla magistratura.Tutti casi da approfondire»

Sono raddoppiate in una mattinata gli esposti presentati in Procura dai familiari di persone anziane ospiti di strutture sanitarie della provincia, in particolar modo case di riposo. L’ultima segnalazione in ordine di tempo è quella inviata dai figli di un uomo, morto a 69 anni, ospite di una Rsa della provincia. Il famigliare lamenta le comunicazioni inesistenti con la struttura e anche di aver invano, a lungo, chiesto di poter avere la cartella clinica del padre. Da qui l’esposto inviato alla magistratura per chiedere un approfondimento di indagini e verificare, in tal modo, se dietro queste mancate risposte e questi silenzi vi sia dell’altro. Ovviamente si tratta di segnalazioni tutte da verificare, come sottolinea il procuratore capo Nicola Piacente. Il quale precisa che, chiaramente, nessuna segnalazione sarà trascurata, ma premette che prima di puntare il dito è necessario procedere alle opportune verifiche.

Due su tutti gli esposti che ventilano problemi sanitari: quella dei figli dell’uomo di 69 anni e quella di un operatore sanitario di una Rsa comasca che sostiene di essere stato testimone di procedure e scelte che avrebbero favorito la diffusione dell’epidemia all’interno della propria casa di riposo.

In tutti gli altri casi la contestazione maggiore, da parte degli autori degli esposti, riguarda l’assoluta assenza di comunicazioni con le strutture sanitarie in cui sono ricoverati i propri cari. Assenza di contatti diretti con i famigliari ricoverati, ma anche mancanza di comunicazioni con gli operatori delle strutture di cui sono ospiti.

Al momento, è subito il caso di sottolinearlo, alla Procura non è arrivata alcuna segnalazione di casi lontanamente paragonabili a quello del Pio Albergo Trivulzio di Milano, che ieri ha portato i finanzieri a effettuare una serie di acquisizioni di atti all’interno della sede della stessa Regione Lombardia.

In questa fase, in ogni caso, la magistratura preferisce anche mantenere l’assoluto riserbo su quali siano le case di riposo oggetto delle segnalazioni, sia perché ancora non è concretamente stata aperta alcuna indagine, sia in attesa di eventuali richieste di documentazioni da fare - qualora se ne ravvisasse la necessità - alle strutture interessate dagli esposti.

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