Como,  genitori protestano  «Scadente il cibo  in mensa»
La mensa della scuola di via Fiume (Foto by archivio)

Como, genitori protestano

«Scadente il cibo in mensa»

Mamme e papà si lamentano del servizio a scuola. «Bocciate pasta, piazza e insalata. I bimbi non mangiano. Vogliamo provare i piatti spesso, non due volte al mese»

Tornano le proteste per le mense scolastiche. Un gruppo di mamme a Monte Olimpino chiede di poter visitare più spesso i refettori e le cucine. Sono pronte a presentare una petizione diretta al Comune e all’Ats Insubria (ex Asl).

«Ho provato la pastina, è stracotta, s’attacca al muro, la cucinano alle 12 e gli alunni la mangiano alle 13», dice Elisabetta Onofri. «Perfino la pizza del giovedì, assicuro, è immangiabile», aggiunge Gabriella Pallotta. «I mandarini certe volte sono guasti e l’insalata è scondita, naviga nell’acqua», si lamenta Monica Pischeddu.

E ancora: «Alcuni piatti finiscono direttamente nel cestino e i bambini digiunano fino alle 16», testimonia un papà, Valentino Butti. «Possiamo controllare mangiando a scuola solo due volte al mese e non ci fanno entrare in cucina», spiega Veronica Guarisco.

Queste sono solo alcune delle voci dei genitori, per altro tutti impegnati nelle commissioni mensa. Il problema è noto e di non semplice soluzione. Da due anni il tema mense scolastiche è molto caldo, tutto è partito dalla decisione dell’ex Asl di ridurre le grammature del pranzo degli alunni. Dal 2015 i genitori hanno iniziato a lamentarsi anche della qualità del cibo, delle tipologia delle ricette. Per compensare, infatti, nelle cartelle finiscono ancora panini e grasse merende. Si somma la questione logistica, il trasporto di circa 4mila pasti dai 17 punti cottura ai 67 refettori complessivi dislocati nelle scuole comasche: nel tragitto, dicono i genitori, i piatti si raffreddano.

Le linee guida dell’Ats sono rimaste invariate. Il Comune, invece, ha cercato di coinvolgere i genitori per cambiare le ricette, provando a venire incontro al gradimento dei bambini senza uscire dai binari imposti dall’Ats. Con il dialogo, un po’ di creatività e una buona dose di flessibilità, sul grana piuttosto che sulla concessione dei bis, il problema sembrava in parte rientrato. E invece ci risiamo.

«Sarebbe bello se potessimo mangiare a scuola più spesso – dicono in coro i genitori – non solo due volte al mese, senza preavviso ovviamente. Avremmo una statistica, un metro di giudizio migliore. Vorremmo anche controllare lo stato delle cucine».

Ecco la risposta del Comune: «Le visite nelle mese sono due al mese per ogni plesso solo perché quando abbiamo redatto il regolamento i genitori delle commissioni mensa erano pochissimi – spiega Silvia Magni, vicesindaco e assessore all’Istruzione – C’erano pochi volontari, poca attenzione al tema. Per aumentare la frequenza bisogna portare il regolamento in consiglio comunale. Bene: io invito quanti più genitori a partecipare e a interessarsi. Il giudizio dei bambini del resto è più incerto. Martedì prossimo ci riuniremo con le commissioni mensa per valutare il gradimento dei piatti dell’ultimo menù, cercheremo di modificare le ricette che sono piaciute, nei limiti imposti dalle normative».

Il Comune riproporrà le giornate con le mense aperte ai genitori, da pochi giorni è partito anche un corso di cucina dedicato alle mamme con le cuoche del servizio di ristorazione comunale. Quanto all’ingresso in cucina, serve il certificato per l’igiene alimentare e ad inizio anno non si sono iscritti nuovi genitori per ottenere questa qualifica.

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