Skinheads, perquisizioni a casa Tutti hanno precedenti penali   Il sindaco non va alla manifestazione
L’irruzione degli skinheads durante la riunione di Como Senza Frontiere (Foto by dal video girato da Ecoinformazioni)

Skinheads, perquisizioni a casa
Tutti hanno precedenti penali

Il sindaco non va alla manifestazione

Como, la polizia nelle case di alcuni degli esponenti di estrema destra denunciato per l’irruzione alla riunione di Como Senza Frontiere. Il materiale al vaglio della Digos, si indaga sulla premeditazione del blitz. Foglio di via per 10 indagati

I poliziotti della Digos di Como e dell’antiterrorismo hanno effettuato giovedì mattina una serie di perquisizioni domiciliari nei confronti degli esponenti di estrema destra che, la scorsa settimana, hanno fatto irruzione nel corso di una riunione di Como Senza Frontiere.

Le perquisizioni sono state disposte dalla Procura di Como che, su quanto avvenuto al Chiostrino Artificio, ha aperto un fascicolo d’inchiesta ipotizzando a carico di tutte le 13 persone componenti il gruppo del Fronte Veneto Skinheads, il reato di violenza privata.

Tra i denunciati dalla polizia anche un giovane di Piacenza, già condannato per il tentato omicidio e le lesioni aggravate nei confronti di due giovani di sinistra.

Le perquisizioni hanno interessato non solo Como, ma anche la stessa Piacenza,Brescia, Genova, Lodi e Mantova.

A conclusione delle operazioni gli investigatori hanno trovato e sequestrato documenti al vaglio dei poliziotti delle Digos e del Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Interno - Ucigos.

Le perquisizioni hanno portato al sequestro di pc, tablet e altri supporti informatici con lo scopo di accertare, anche attraverso le mail, se i responsabili dell’irruzione al circolo di Como, avessero pianificato il blitz tempo addietro e in quale luogo è partita l’iniziativa. Gli investigatori vogliono anche accertare se si tratti di un fatto isolato o che rientri in una strategia più articolata e più ampia. Si sta cercando anche sul materiale informatico il volantino che è stato letto. Dagli inquirenti è stata anche contestata, insieme con la violenza privata, l’aggravante del numero delle persone.

La Questura ha notificato ai dieci indagati non residenti in provincia di Como il provvedimento del foglio di via obbligatorio, con divieto di ritorno nel Comune di Como per un periodo di tre anni. Ai tre comaschi indagati il questore ha rivolto l’avviso orale, l’invito a cambiare condotta che, in caso di violazione, può portare all’applicazione della sorveglianza speciale o di altre misure di prevenzione più afflittive.

Il questore di Como Giuseppe De Angelis ha riferito che tutti i 13 partecipanti all’irruzione del 28 novembre scorso nella sede di “Como senza frontiere” risultano avere precedenti penali. Uno degli indagati, di Piacenza, ha scontato una condanna a sei anni di reclusione per tentato omicidio, otto indagati risultano essere stati colpiti da Daspo (in sette casi su otto i provvedimenti sono tuttora in vigore) e tutti, a vario titolo, risultano avere precedenti per reati legati a problemi di ordine pubblico come oltraggio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e danneggiamenti.

Nel frattempo il sindaco Mario Landriscina ha annunciato che non parteciperà alla manifestazione antifascista di sabato: «L’episodio di cui trattasi è già stato fermamente condannato senza tema di smentita», le sue parole.

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