#rivogliamoilnostrolago  Continua la campagna dei lucchetti  Appendeteli e inviateci le foto

#rivogliamoilnostrolago

Continua la campagna dei lucchetti

Appendeteli e inviateci le foto

Comaschi conquistati dall’iniziativa de La Provincia. “Assalto” alle grate con i lucchetti colorati. Vanno appesi alla rete del cantiere che ancora preclude la completa visione del lago.

Invia la tua foto con il lucchetto a lungolago@laprovincia.it, o sui nostri profili Facebook e Twitter

Como secondo giorno iniziativa #rivogliamoilnostrolago de La Provincia, lucchetti sulla recinzione del cantiere paratie sul lungolago

Como secondo giorno iniziativa #rivogliamoilnostrolago de La Provincia, lucchetti sulla recinzione del cantiere paratie sul lungolago
(Foto by Andrea Butti)

Dopo le cartoline indirizzate a Roma, sono arrivati i lucchetti per chiedere alla Regione Lombardia di accelerare il più possibile la demolizione delle palizzate e delle reti che impediscono, di fatto, la vista del lago. Sono più di 40 mila quelli appesi. La campagna continua anche oggi. Ed è un successo con centinaia e centinaia di comaschi che hanno appeso i lucchetti multicolori per manifestare così l’attaccamento al lago.

L’iniziativa ha lo scopo di testimoniare, ancora una volta, il forte legame tra la città e il suo lago spronando le istituzioni a restituirlo almeno provvisoriamente finché non ripartiranno i lavori definitivi (ma questo non avverrà prima di un anno).

Francesca di Brunate

Francesca di Brunate

«È una battaglia civica. Civile. Simpatica. Propositiva» scrive il direttore de La Provincia Diego Minonzio nel suo editoriale. « Una sfida al sonno nel quale i nostri amministratori sono rimasti colpevolmente immersi per intere legislature, che abbiamo lanciato l’anno scorso regalando ai lettori ma anche a tutti gli altri comaschi tre cartoline d’autore, firmate da Pierpaolo Perretta, che rappresentavano altrettanti scatti del famigerato “muro” di Como. Sessantamila ne abbiamo consegnate a Palazzo Chigi come testimonianza di una comunità stretta attorno al suo giornale per ribellarsi al declino e chiedere con forza il ritorno della ragione e della bellezza. Risultato: un successo clamoroso della campagna, che è stata ripresa da giornali, televisioni e siti italiani e internazionali, ha smosso la palude nella quale i lavori per realizzare le paratie antiesondazione erano ormai affondati, ha purtroppo registrato anche l’intervento della magistratura con una catena impressionante di arresti e procedimenti penali che andranno a maturazione nei prossimi mesi, e ha spinto Regione Lombardia a risolvere il contratto con la ditta Sacaim, avocare a sé la responsabilità dell’opera e promettere, con un intervento diretto di Roberto Maroni, una rapida soluzione del problema.

Bene. Non possiamo che dare credito al presidente della Regione. E ne siamo ben contenti. Prima tutto taceva. Ora tutto è in movimento. Ma visto che fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio, visto che alle promesse devono obbligatoriamente seguire i fatti e, soprattutto, visto che di promesse ci hanno infarciti, imburrati e strapazzati a tutta birra dall’ormai lontano 2008, pensiamo sia fondamentale che la comunità comasca dia proprio in questi giorni decisivi un’ulteriore prova di forza, di volontà riformatrice, di orgoglio civico e faccia sentire ancora una volta la sua voce. Proprio per questo motivo, abbiamo fatto stampare centomila lucchetti - colorati, spiritosi e leggerissimi, non vi preoccupate - arricchiti del logo storico de “La Provincia” e dell’hashtag tormentone #rivogliamoilnostrolago , per appenderli alle grate della vergogna».

Come funziona

Ma come funziona? È molto semplice. Per tutta la settimana migliaia è possibile attaccare sulle grate del lungolago piccoli lucchetti con il simbolo della campagna “Rivogliamo il nostro lago”. Per partecipare, basta andare sul lungolago, nel tratto tra piazza Cavour e Sant’Agostino, e appendere alla grata del cantiere un lucchetto. Sono centomila quelli messi a disposizione di tutti coloro che hanno a cuore il destino del lungolago.

Nel fine settimana i lucchetti erano distribuiti nel nostro gazebo: fino a venerdì potete ritirarli da noi in redazione (via Gianni De Simoni 6 Como), oppure dai nostri colleghi che saranno sul lungolago

Per rendere ancora più social l’iniziativa, è possibile scattare un selfie con il lucchetto in mano spedendolo poi via email all’indirizzo lungolago@laprovincia.it, sui canali Facebook e Twitter del quotidiano con l’hashtag #rivogliamoilnostrolago. Le foto saranno pubblicate sul giornale insieme alle tantissime altre che saranno scattate a negozianti, baristi e turisti, tutti ritratti sul lungolago con il lucchetto. Non mancheranno, nemmeno questa volta, i volti noti che aderiranno alla campagna per accelerare la rimozione delle palizzate e delle grate che imprigionano la zona a lago.

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Commenti (21) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito. I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati. Accedi per commentare
Al 54. scrive: 23-03-2017 - 13:23h
Sicuramente ottima iniziativa, anche se tardiva. Sono oltre 8 anni che persiste tale situazione. Le paratie sono uno degli esempi di mala gestione generate delle varie amministrazioni comunali a Como, negli ultimi anni. Città che dovrebbe essere una perla, viste le sue dimensioni e ricchezza di paesaggi naturali. Servirebbe una classe politica un po’ meno incompetente, meno egoista, meno sprecona e più attenta al mandato che noi cittadini gli consegniamo. Non enfatizzerei molto l’azione che sta facendo la Regione, dato che per anni ha dormito e lasciato fare.
Bat Man scrive: 23-03-2017 - 12:32h
incatenate i politici che hanno rubato santiddio
Francesco Mentasti scrive: 22-03-2017 - 17:38h
Bella iniziativa. Solo mi chiedo: quanti sono coloro che in questi giorni hanno appeso indignati i lucchetti, ribadendo il diritto (sacrosanto) di riavere indietro il proprio lago, ma hanno confermato nell’urna, per ben due mandati, la peggiore amministrazione di Como della storia, quella dalla quale è partito il tutto, e che non ha ancora pagato per la propria disonestà e incapacità. Come sempre, ci si indigna a targhe alterne, pensando che la colpa sia sempre e solo di qualcun altro.
Lariosaurus
Lariosaurus xxl scrive: 22-03-2017 - 09:59h
#rivogliamoanchelaTicosa !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Catenacci lungo tutto il perimetro!!!!!!!!
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