Motorizzazione, i vertici in Procura  E il ministero apre un’altra inchiesta
LA polizia martedì mattina di fronte agli uffici della Motorizzazione (Foto by butti)

Motorizzazione, i vertici in Procura

E il ministero apre un’altra inchiesta

Ieri gli interrogatori degli indagati agli arresti domiciliari da martedì scorso - Tutti in silenzio tranne Andrea Catelli che al giudice dice: ero all’oscuro di tutto quanto

È iniziata ieri mattina, nell’ufficio del pubblico ministero Massimo Astori, la sfilata dei funzionari della Motorizzazione di Como convocati come persone informate sui fatti dopo il clamoroso blitz della polizia stradale di martedì, quando - tra gli altri - è stato arrestato il direttore degli uffici di via Tentorio, Antonio Pisoni.

Ieri, in Procura, è stato sentito a verbale un primo funzionario. Nella prossima settimana ne seguiranno altri. Obiettivo è comprendere il clima, i movimenti, il lavoro all’interno della Motorizzazione e, in particolar modo, i rapporti tra Pisoni e le autoscuole, sia quelle coinvolte nell’inchiesta, sia quelle che non rientravano - almeno stando a quanto ricostruito dall’inchiesta della Procura - nel novero delle autoscuole “amiche”.

Nel frattempo il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha formalmente aperto un’inchiesta interna e sta valutando la possibilità, o meno, di aprire una procedura sanzionatoria nei confronti del direttore arrestato con l’accusa di associazione a delinquere, corruzione, falso materiale e ideologico.

Il ministero ha scritto alla Procura per chiedere di poter conoscere in via formale le accuse mosse ad Antonio Pisoni e non è escluso che a breve possa arrivare a Como anche un’ispezione.

L’unico tra gli indagati attesi ieri davanti al giudice che ha accettato di ribattere alle accuse mosse a suo carico è stato Andrea Catelli, amministratore dell’autoscuola Catelli (gli altri si sono tutti avvalsi della facoltà di non rispondere(, il quale - assistito dall’avvocato Adamo De Rinaldis - ha spiegato al giudice di essere completamente all’oscuro delle contestazioni, sottolineando come non sapesse nulla dei corsi per l’ottenimento delle certificazione di idoneità per il trasporto di merci pericolose.

L’approfondimento su La Provincia in edicola sabato 27 maggio

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