Paratie, perquisizioni della finanza   Indagati Lucini, Bruni e tutti i tecnici  Il sindaco: «Non mi dimetto»
COMO Il cantiere delle paratie

Paratie, perquisizioni della finanza

Indagati Lucini, Bruni e tutti i tecnici

Il sindaco: «Non mi dimetto»

Fiamme gialle all’alba anche ai domicili di alcuni funzionari comunali. L’operazione a pochi giorni dal deposito delle conclusioni della Autorità anticorruzione, trasmesse anche in Procura e alla Corte dei Conti. Solidarietà dal Pd, le opposizioni ribadiscono la richiesta di dimissioni ma Forza Italia si divide

Sono scattate all’alba di questa mattina una serie di perquisizioni - volte probabilmente all’acquisizione di documenti, ma per il momento filtrano ancora pochissime informazioni - nelle abitazioni dell’ex sindaco di Como Stefano Bruni, negli uffici tecnici comunali e ai domicili di alcuni funzionari, coinvolti tutti, direttamente o indirettamente, nell’affaire “paratie”. Le perquisizioni, condotte dalla guardia di finanza di Como, avvengono su delega della Procura della Repubblica cittadina, a pochi giorni dal deposito delle conclusioni dell’Anac, l’Autorità anticorruzione che - lo ricordiamo - aveva contestato l’iter adottato per la prosecuzione del cantiere, rilevandone lo scostamento da una serie di normative di legge sulla gestione degli appalti. Appena sabato il sindaco Mario Lucini aveva scelto la linea più “dura”, optando per la prosecuzione dei lavori, nonostante il parere negativo del presidente dell’Anac Raffaele Cantone, i cui uffici avevano tra l’altro trasmesso le proprie conclusioni proprio alla Procura della Repubblica e a quella della Corte dei Conti. Le perquisizioni di questa mattina ne sono la conseguenza. Risultano al momento indagati il sindaco Mario Lucini, il predecessore Stefano Bruni ma anche Antonio Ferro, dirigente comunale e responsabile del procedimento, Antonio Viola, ex dirigente comunale (al momento in pensione) e responsabile del procedimento nella sua prima fase, Pietro Gilardoni, dirigente comunale chiamato da Lucini per occuparsi del progetto e Giuseppe Cosenza, attuale dirigente comunale all’urbanistica che è però chiamato in causa per il trascorso di dirigente in Provincia.

Posted by Gisella Roncoroni on Lunedì 11 gennaio 2016

Dalla Guardia di Finanza è stata emessa una nota che spiega che nell’operazione sono impegnati 40 militari. Si tratta di «perquisizioni in abitazioni e società nelle province di Como, Monza e Venzia e acquisizioni di documenti presso il Comune e la Provincia di Como, la Soprintendenza alle Belle Arti e al Paesaggio e Regione Lombardia». Le indagini, coordinate dal pm Pasquale Addesso, «riguardano gli appalti per la costruzione delle paratie di contenimento del lungolago di Como, cosiddetto “MiniMose”, recentemente oggetto di una delibera dell’Anac in data 8 gennaio». E ancora: «I reati per cui si procede riguardano violazioni alla normativa edilizia e paesaggistica nonché la turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente».

Sul fronte politico solidarietà al sindaco dal Pd con una nota del segretario regionale Alessandro Alfieri. Quest’ultimo ha ribadito a Lucini fiducia piena e l’invito a proseguire. Dalle opposizioni torna la richiesta di dimissioni ma Forza Italia si divide: il capogruppo Sergio Gaddi chiede a Lucini di andarsene mentre il segratrio cittadino Anna Veronelli ha una lkinea più morbida.

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Commenti (33) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito. I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati. Accedi per commentare
Gibix scrive: 12-01-2016 - 12:50h
che paghino è una mera illusione, che gli vengano sequestrati i beni pura utopia. ma questi personaggi chi li ha messi a governare la nostra città? comaschi, avete ciò che meritate.
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Tommy Maximilien Robespierre scrive: 12-01-2016 - 09:28h
In politica la parola dimissioni é una bestemmia.
gionata costanza scrive: 12-01-2016 - 07:34h
È giunto il momento di tirare le somme di questa vergogna,e che PAGHINO i responsabili,cominciando a sequestrare i loro beni,tanto sono stati acquistati con i soldi di questo scandalo, vergognatevi e dimettetevi parassiti dei cittadini..
mala1972
Alessandro volta scrive: 12-01-2016 - 06:48h
Adesso non inizino gli altri partiti a dire è colpa del pd forza Italia ecc. È tutta colpa VOSTRA di tutti quelli che scaldano le poltrone.
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