Paratie, il cantiere fermo
ci costa ogni giorno
più di tremila euro

Salasso per le casse comunali: il conto a favore di Sacaim per i 4 anni di stop è di circa 5 milioni.

Il giorno in cui la Regione Lombardia presenterà la lettera di licenziamento a Sacaim, dall’azienda veneta rischia di partire un conto salatissimo all’indirizzo del Comune di Como. Colpa dei quattro anni - la cui ricorrenza scade il 19 dicembre - di fermo cantiere decisi dal sindaco Mario Lucini in seguito alla sorpresa geologica (inesistente, secondo l’Anticorruzione) e alla conseguente necessità di predisporre un nuovo progetto di variante.

Proprio l’assenza - secondo l’Anac e stando a quanto ipotizza anche la Procura - dei presupposti per i quali Palazzo Cernezzi ha bloccato il cantiere per le paratie rischia di trasformarsi in un boomerang doloroso per le casse pubbliche. Perché l’azienda quasi certamente chiederà la liquidazione delle penali legate al fermo cantiere e la cifra rischia di sfiorare i cinque milioni di euro.

I conti si basano sui calcoli che la stessa Sacaim aveva fatto nel 2012, quando aveva presentato decine di pagine di riserve chiedendo al Comune di pagare per sedici voci di costo fuori dal contratto. La sedicesima e ultima voce riguardava proprio la «sospensione illegittima» dei lavori avvenuta il 24 gennaio 2011.

All’epoca il cantiere rimase fermo 106 giorni e per quel periodo Sacaim richieste al Comune il pagamento di 347mila euro ovvero di quasi 3.300 euro per ogni giorno di fermo cantiere.

Volendo riportare quella richiesta di pagamento a oggi e, soprattutto, ai 1.460 giorni di stop imposto dal Comune per procedere alla definizione di un nuovo progetto (poi sonoramente bocciato dall’Anticorruzione e costato pure l’arresto dell’ex direttore lavori e dell’ex responsabile unico del procedimento) il conto è presto fatto: 4 milioni e 700mila euro da sborsare solo a titolo di indennizzo per il fermo cantiere.

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