«Segnalai l’assenza da scuola dei bambini»
L’intervento in via Per San Fermo (Foto by Andrea Butti)

«Segnalai l’assenza da scuola dei bambini»

Dall’inizio dell’anno il padre non li aveva mai mandati. Per gli esperti era un chiaro segnale di malessere

Migliaia di bambini avevano fatto ritorno a scuola o all’asilo. Siff, Sophia, Soraya e Saphiria invece non si erano visti. Il padre, Faycal Haitot, aveva deciso di tenerli in casa.

Nessuno era arrivato in classe il primo giorno di scuola - il 12 settembre scorso - e nemmeno nei 38 giorni successivi, fino a quel maledetto 20 ottobre in cui l’uomo ha dato fuoco all’appartamento di via per San Fermo per uccidersi e uccidere i quattro figli.

Tra le dieci domande che da giorni La Provincia sottopone al sindaco Mario Landriscina e all’assessore ai Servizi sociali Alessandra Locatelli, domande rimaste finora senza risposta (anche ieri solo silenzio dal Comune), ce n’è una - la numero 4 - che riguarda proprio il mistero dell’assenza da scuola di quei bimbi.

La decisione di non mandare i figli a scuola - a detta di diversi esperti interpellati da La Provincia - rappresentava un segnale da non sottovalutare, la spia di un possibile problema di salute mentale o comunque di un disagio grave. Ma il Comune non ha chiarito se e come venne recepito all’epoca quel campanello d’allarme.

La scuola, da par suo, aveva segnalato proprio ai Servizi sociali del Comune, così come al Provveditorato, la prolungata assenza dei bambini dalle aule.

L’ha spiegato ieri la dirigente dell’istituto comprensivo Como Borgovico, Marzia Pontremoli: «Noi - ha chiarito - abbiamo fatto la segnalazione al Comune e all’Ufficio scolastico territoriale. Non ricordo la data ma domani (oggi, ndr) possono recuperarla dai documenti in ufficio».

Faycal Haitot il primo giorno di scuola si era recato dai carabinieri di Como per annunciare avrebbe tenuto i figli a casa. L’aveva riferito anche nel messaggio inviato al nostro giornale il 16 settembre.

I carabinieri quella mattina avevano raccolto il suo sfogo ma non era scattata nessuna segnalazione formale, i militari avevano scelto il buonsenso anche perché si trattava - come detto - del primo giorno di scuola. L’uomo però non aveva cambiato idea.

«La nostra ultima informativa relativa alla situazione del nucleo familiare e dei minori - ha detto Gualdoni in consiglio comunale - è stata trasmessa all’autorità giudiziaria in data 13 ottobre, anche in previsione dell’imminente audizione presso il Tribunale dei minori di Milano, fissata per il 16 ottobre».

Sui contenuti di quell’informativa, però, il Comune non ha voluto fornire informazioni.

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