Servizio “Le Iene” in tv  La Diocesi di Como  «Caso valutato e chiuso»
Il vescovo di Como Oscar Cantoni in duomo

Servizio “Le Iene” in tv

La Diocesi di Como

«Caso valutato e chiuso»

Una nota del vescovo dopo la trasmissione. «Il seminarista accusato di molestie da un compagno ordinato sacerdote dopo la valutazione dei superiori»

Le accuse erano state mosse da due ex chierichetti del Papa e ricadevano su un giovane sacerdote della diocesi di Como, ordinato prete lo scorso mese di giugno. Le ha raccolte Gianluigi Nuzzi, nel suo libro “Peccato originale”, e Gaetano Pecoraro le ha riprese per un servizio delle Iene andato in onda domenica sera su Italia 1.

Parlavano di abusi sessuali, di cui uno dei due accusatori sarebbe stato vittima e l’altro semplice testimone. Sarebbero stati perpetrati nel corso degli anni del loro soggiorno in Vaticano, al preseminario Pio X, gestito dell’Opera Don Folci.

Accuse mai denunciate alla magistratura, che sono già state oggetto di attenzione da parte delle autorità ecclesiastiche e che sono sfociate in un nulla di fatto, come ha ribadito il vescovo Oscar Cantoni, intervistato per strada dall’inviato delle Iene, per chiedergli conto di quell’ordinazione a sacerdote, nonostante lo stesso vescovo fosse stato informato per lettera degli addebiti che erano stati mossi contro il seminarista.

Intervistato anche monsignor Enrico Radice dal 2002 al 2015, rettore del preseminario Pio X in Vaticano, proprio negli anni durante i quali sarebbero avvenuti gli abusi.

Sarebbe stato lui, secondo uno degli accusatori, ad allontanare il padre spirituale della scuola, dopo che questi aveva informato i suoi superiori degli abusi. Ancora lui, sempre secondo gli accusatori, ad allontanare dal seminario il testimone di quegli abusi. Radice ha replicato che si tratta di fandonie e di calunnie.

Il vescovo Cantoni ha ribadito la sua posizione in un comunicato stampa pubblicato sul sito della Diocesi di Como: «La Diocesi, in base agli elementi in suo possesso - si legge - si attiene alla correttezza dell’iter di valutazione dell’idoneità al sacerdozio del suddetto seminarista, il quale ha compiuto a Roma il proprio percorso formativo, valutato positivamente dalle autorità a questo preposte. Le accuse mosse sono già state oggetto di accertamento da parte delle competenti sedi ecclesiastiche: i Superiori canonici hanno osservato e valutato la persona e la sua condotta».

La conclusione: «Il vescovo di Como, preso atto dell’esito di predetta indagine, di tutte le valutazioni sulla personalità e sul cammino vocazionale del seminarista e, dopo aver ritualmente compiuto quanto di propria spettanza, ha ordinato presbitero questo giovane».

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