Spaccio nei boschi e furti  «Cadorago non si arrende»
Una delle misteriose capanne allestite nei boschi

Spaccio nei boschi e furti

«Cadorago non si arrende»

Tanta gente e tante proposte all’assemblea sulla sicurezza

Cresce la paura. Il sindaco Clerici: «Le nostre forze sono limitate»

«Entriamo nei boschi», «identifichiamo tutti quelli che scendono dal treno», «ingaggiamo la vigilanza privata», «chiediamo aiuto alla Regione».

Tutto va bene a Cadorago, purché qualcuno in qualche modo protegga la cittadinanza da una schiera di persone che rubano nelle case sia di giorno sia di notte, rapinano in stazione, importunano nei parcheggi dei supermercati e infilano la gamba tra la scocca e la portiera dell’auto delle donne per impedire loro di chiudersi al sicuro.

Alcuni spacciano droga nei boschi e bloccano le persone che passeggiano col cane, altri arrivano fin dal lago per comprare la droga dagli spacciatori. Nel verde del Parco del Lura sono comparse misteriose capanne guardate a vista da grossi cani che attirano da tempo uno strano via vai di persone mai viste prima in zona.

L’appello a un aiuto concreto quanto prima è stato rivolto dai cadoraghesi prima di tutto ai carabinieri e alla polizia locale durante l’incontro sul tema della sicurezza convocato ieri mattina dal sindaco Paolo Clerici nella sala civica di Caslino.

Hanno partecipato il comandante della polizia locale Marco Radaelli, il luogotenente dei carabinieri Gaetano Lenoci e l’appuntato Francesco Coppola della stazione di Lomazzo.

I dettagli su La Provincia in edicola domenica 17 gennaio

© RIPRODUZIONE RISERVATA