Stadio non a norma, unica via d’uscita  Curve chiuse e tetto di tremila spettatori
Stadio Sinigaglia senza pace. Allo studio una riduzione drastica del pubblico (Foto by archivio)

Stadio non a norma, unica via d’uscita

Curve chiuse e tetto di tremila spettatori

Il Comune costretto a valutare una drastica riduzione della capienza. Potrebbe rimanere aperta al pubblico solo la tribuna centrale. L'assessore: «Sono ottimista»

C’è una sola via per “salvare” il Sinigaglia. Quella di ridurre drasticamente la capienza. L’ufficio tecnico di Palazzo Cernezzi è al lavoro su questa traccia per far sì che l’impianto, non a norma, possa rientrare nei parametri fissati da prefettura e vigili del fuoco.

Quella dell’agibilità del Sinigaglia è una sorta di telenovela all’italiana, concessa di volta in volta solo dietro un’interminabile serie di deroghe e la promessa di lavori fatti a singhiozzo o mai realizzati.

Ora però, in virtù di normative più rigide e perentorie, la musica è cambiata. E Palazzo Cernezzi si trova a costretto a valutare la chiusura di larga parte degli spalti per abbassare il peso e il numero delle prescrizioni.

Cosa verrà chiuso? In questa fase è difficile stabilirlo con precisione, tutto fa pensare però che verranno sacrificate le curve (sarebbe una circostanza senza precedenti al Sinigaglia) e il settore distinti. Potrebbe rimanere aperta al pubblico solo la tribuna, oggetto del recente intervento di ristrutturazione della copertura. In tutto la capienza dello stadio, in occasione delle partite del campionato di serie D, non potrà superare le 2-3mila unità. La vicenda è tutt’altro che semplice da risolvere anche se l’assessore allo sport, Marco Galli (che ha incontrato Giorgio Bressani, per il Como, e il dirigente Maurizio Ghioldi) ancora ieri in serata si è detto fiducioso sulla possibilità di trovare una soluzione indolore: «La situazione è in linea di massimo sotto controllo. Non abbiamo analizzato questo aspetto, ma penso che non si arriverà a compromettere l’accesso del pubblico». Dalla parole di Galli, traspare una tranquillità. «Abbiamo avuto molta collaborazione dal Como 1907 che adesso deve solo risolvere alcuni aspetti burocratici per adempiere le normative previste. Da parte nostra ci siamo già attivati per arrivare a un appuntamento venerdì con tutta la documentazione in regola. Non voglio rischiare di trovare qualche inconveniente, all’ultimo minuto».

Sulla vicenda del Sinigaglia - La Provincia se ne è occupata la scorsa settimana - la Procura ha aperto un fascicolo delegando ai vigili del fuoco una serie di accertamenti. E del resto gli ultimi incontri in sede di Commissione di vigilanza - a fine giugno - hanno riscontrato che buona parte dei guai dell’impianto non sarebbero mai stati risolti. La vera nota dolente riguarda la mancanza del certificato di prevenzione incendi, documento indispensabile.

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