Tangenziale, altri sei mesi di pedaggio   Maroni: colpa dei debiti di Pedemontana
Il pedaggio avrebbe dovuto essere eliminato nel tratto comasco da gennaio

Tangenziale, altri sei mesi di pedaggio

Maroni: colpa dei debiti di Pedemontana

Costituita ieri Lombardia Mobilità, società che gestirà 70 km di strade comasche. Il governatore: «Manterremo tutti gli impegni, i ritardi non sono imputabili alla Regione»

Non si potrà passare sulla tangenziale gratuitamente da gennaio, ma si dovrà aspettare che la nuova società , Lombardia Mobilità (che rileverà svariati chilometri di strade provinciali e le tangenziali di Como e Varese) diventi operativa. Entro giugno, quindi, secondo quanto chiarito ieri dal presidente della Regione Roberto Maroni, che ieri formalizzato la nuova società.

«Oggi - ha detto il governatore - è una giornata importante, perché diamo concretamente il via alla creazione di una nuova rete di strade lombarde gestita direttamente da Anas e dalla Regione». Ha parlato di «modello nuovo di integrazione fra chi ha il compito di programmare, progettare e decidere cosa serve (la Regione) e chi deve gestire concretamente (Anas)».

La nuova società Lombardia Mobilità gestirà 70 chilometri di strade provinciali (tra cui la Novedratese, la Varesina, la Como-Lecco dei laghi di Pusiano e Garlate, la Lariana, la Briantea) e, come detto, i quasi tre chilometri della tangenziale.

«Questa firma- ha spiegato Maroni - rappresenta l’inizio di un percorso. Partiamo con oltre 2.200 chilometri di strade e una dotazione di 60 milioni all’anno, di cui 30 da Regione Lombardia per la manutenzione delle strade regionali e 30 milioni da Anas per la manutenzione delle nuove strade statali».

Il protocollo era stato approvato nel marzo scorso e, l’obiettivo, era quello di arrivare con l’operatività della nuova società entro la fine dell’anno. I ritardi, secondo il presidente lombardo, non sono imputabili alla Regione, ma all’istanza di fallimento che pende su Pedemontana, società di cui fanno parte i primi lotti delle tangenziali di Como e Varese. «Il percorso iniziato il 10 marzo - ha detto Maroni - si è dovuto interrompere perché il 28 di giugno è stata presentata la richiesta di fallimento da parte della Procura della Repubblica nei confronti della società Pedemontana. Ciò ci ha obbligati ad uno stop, a interrompere le procedure complesse per arrivare alla definizione, ai trasferimenti, alle autorizzazioni a tutte le pratiche da svolgere alle conferenza Stato-Regioni, al Mit, per definire anche sotto l’aspetto patrimoniale, la nuova rete della società. Questo perché l’accordo comprende anche due tratte, le tangenziali di Como e Varese, che sono di proprietà di Pedemontana e passeranno in gestione ad Anas. Tutto questo ci ha indotto per prudenza ad aspettare. Oggi possiamo dire con ragionevole certezza, che la richiesta di fallimento sarà respinta. Quindi possiamo riprendere tutte le operazioni che abbiamo dovuto interrompere dall’inizio di luglio».

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