Timbravano e andavano subito in pausa
Se la caveranno con una sospensione

Procedimento per tre dipendenti comunali di Como. Rischiano di restare senza stipendio per un periodo da 11 giorni a sei mesi

I tre dipendenti comunali di Como pizzicati a timbrare il cartellino e, subito dopo, ad andare al bar o a fare due passi in centro senza nemmeno avere iniziato a lavorare, se la caveranno - per quanto riguarda gli aspetti amministrativi - con una sospensione dal servizio che va da un minimo di 11 giorni a un massimo di 6 mesi. Lo stop, come prevede la norma, comporta anche la mancata erogazione dello stipendio. Il Comune di Como si è attivato lo scorso dicembre, in seguito alla pubblicazione di alcuni video realizzati dal sito Qui Como. In un primo momento il segretario generale di Palazzo Cernezzi Tommaso Stufano aveva chiesto i video al sito e, ottenuto invece un diniego, aveva sporto denuncia contro ignoti all’autorità giudiziaria. Da quanto emerge uno dei tre dipendenti del filmato si era autodenunciato, mentre gli altri due sono stati individuati dalla stessa segreteria generale dopo l’acquisizione dei video da parte della Procura di Como che, nel frattempo, ha avviato un’inchiesta.

Lunedì sono infine stati avviati i procedimenti disciplinari nei confronti dei tre dipendenti ripresi e identificati dall’ufficio personale su richiesta della polizia giudiziaria che sta portando avanti l’indagine penale. «L’azione disciplinare è obbligatoria» ha precisato Stufano. Mercoledì 9 marzo i lavoratori sono già stati convocati per un’audizione. Solo concluso il confronto l’ufficio per i procedimenti disciplinari (da poco rinnovato e presieduto dallo stesso segretario generale) potrà emettere eventuali provvedimenti. La sospensione dal servizio, non retribuita, può variare come detto da un minimo di 11 giorni a un massimo di sei mesi. Ci sarà probabilmente un’attenuazione per il dipendente che si è autodenunciato.

Parallelamente all’indagine comunale prosegue quella giudiziaria.

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