Un cestino spazzino nel lago
Lifegate scrive al Comune

Proposta per l’installazione a Villa Geno dell’apparecchio che mangia la plastica

«L’abbiamo in tutti i porti d’Italia, due nel lago di Lugano. Sarebbe bello poter avere il cestino-spazzino che mangia la plastica anche sul lago di Como Como». A parlare è Simona Roveda, direttore editoriale e comunicazione di LifeGate. Seabin – così si chiama il dispositivo lanciato per combattere il proliferare di questo materiale nell’ambiente – sta spopolando nel nostro Paese e non solo. Pochi giorni fa in Sicilia veniva celebrato ad esempio l’arrivo del cestino, a Palermo primo capoluogo a dotarsi di questo robot capace di raccogliere un chilo e mezzo di detriti al giorno, con una “fame” particolare per la plastica, anzi per le microplastiche: significa quotidianamente eliminare il peso di cento bottigliette. Albergatori, cittadini, turisti mobilitati con entusiasmo.

La scintilla per questa creazione è stata degli australiani Andrew Turton e Pete Ceglinski e solo lo scorso anno i dispositivi sono arrivati in 13 porti e circoli nautici del Paese. Questo all’interno del programma PlasticLess di LifeGate, quindi l’impegno a ridurre la presenza di rifiuti plastici nei mari italiani. Centro Proteus e Lifegate hanno così deciso di giocare la partite anche in casa. E di scrivere in Comune per chiedere di usare Seabin nella darsena di Villa Geno. Non solo per il pur importante gesto concreto di mantenere pulito questo spazio, visto lo sforzo costante delle associazioni in questa direzione. Piuttosto, l’impiego del cestino rappresenterebbe un segnale importante: richiamerebbe l’attenzione dei cittadini (e dei turisti magari, come avviene nelle altre tappe di Seabin), a partire dai più giovani. Un’iniziativa, che trova lo stesso appoggio dell’Università dell’Insubria. E che attende a questo punto soltanto il sì da parte del Comune.

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