Sabato 19 gennaio 2013

La classe più buona d'Italia
Un premio in Campidoglio

Albavilla - La classe più buona d'Italia è la 3A dell'Istituto comprensivo di Albavilla. O perlomeno: è una delle cinque classi a cui, lunedì 21 dalle 15 nella Promoteca del Campidoglio a Roma, verrà assegnato il Premio Livio Tempesta. I ragazzi della locale scuola media ricevono il premio per il comportamento mostrato nei rapporti con un loro compagno disabile, ottimamente integrato, seguito e coccolato da tutti.
Il riconoscimento, istituito con l'intento di diffondere ed esaltare la cultura dei valori etici e sociali, ha una lunga storia, ed è legato alla Giornata nazionale della bontà nella scuola.
Cinque le sezioni in Italia che potranno vantare un "tasso di bontà" tale d'accedere al premio, ma in Lombardia c'è solo Albavilla.
«Tramite il ministero della Pubblica istruzione, il premio viene assegnato alle classi che si sono distinte nella solidarietà - spiega il preside dell'istituto comprensivo, Giuliano Fontana -. Per quanto riguarda la nostra sezione, i ragazzi hanno mostrato un grande attaccamento ad un loro compagno che seguono e aiutano sia a scuola che fuori».
Un rapporto d'amicizia al di là dei limiti della disabilità: «Hanno seguito la malattia di questo alunno da quando ancora riusciva a camminare fino ad oggi, che è in carrozzina - riprende il preside -. Sempre portandogli lo zaino, coinvolgendolo in tutte le attività, e anche quando è stato in ospedale gli sono stati tutti vicinissimi. Il tutto spontaneamente, senza richieste dagli insegnanti. Di certo sono un bel esempio, è partita questa segnalazione per il premio e siamo contenti di vederli ottenere questo riconoscimento. Così, lunedì tutta la classe, io e gli insegnanti, andremo a Roma».
Si assegna nell'occasione una medaglia che fa riferimento al Presidente della Repubblica, ma Giorgio Napolitano non sarà presente: «Ci dovrebbe essere un'alta carica a consegnare ai ragazzi la medaglia della presidenza della Repubblica e un premio in denaro», conclude il preside. I ragazzini hanno preso con soddisfazione il riconoscimento, ma non ritengono di aver fatto nulla di eccezionale: «Siamo contenti e ringraziamo i prof di averci iscritto, a nostra insaputa, per questo riconoscimento - spiega uno degli alunni, Marco Gautiero -. In realtà però noi non abbiamo fatto nulla, Jonathan è un nostro amico, è lui che ci ha dato una mano spiegandoci le sue difficoltà e come comportarci, ci ha aiutato a crescere».
Una visione assolutamente innocente della malattia: «Noi cerchiamo di portagli la cartella, ci impegniamo a seguirlo quando serve - spiega Veronica Cairoli -. Perché è seduto su una sedia non è diverso da noi, è come noi, ed è un amico».

s.ferrari

© riproduzione riservata

Commenti (2) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito. I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati. Accedi per commentare
gian2812 scrive: 19-01-2013 - 22:58h
E' straordinariamente bello leggere notizie come questa ed è altrettanto superlativo il modo con cui gli alunni hanno risposto, presumo al giornalista, nel modo che è descritto nell'articolo. State insegnando tanto a tutti noi cari ragazzi e siete un grande esempio di vita e di come andrebbero vissute le cose da ciascuno di noi. Grazie per la commozione che mi avete dato leggendo questo articolo; ormai queste cose accadono di rado, molto di rado ed è bello sapere che al mondo ci sono persone come tutti voi. Grazie!
marik93 scrive: 19-01-2013 - 13:09h
Complimenti a tutti i ragazzi della terza A