Barni, capanno diventa casa abusiva  «Volevo curare il cavallo malato»
IL capanno trasformato in casa: nel recinto un cavallo sopravvissuto (Foto by Roberto Gandola)

Barni, capanno diventa casa abusiva

«Volevo curare il cavallo malato»

Il Comune interviene e ordina la rimozione del cucinino, del soggiorno e del bagno. La replica: «Avevamo chiesto una sanatoria per accudire anche gli altri nostri animali»

Nel deposito degli attrezzi dedicano uno spazio a stanzino per stare vicini al cavallo malato e nel prato due ripari per ospitare pony, asino, cane e capra. Il troppo amore per gli animali è però costato ad una famiglia di Barni un’ordinanza di demolizione e l’obbligo di ripristino dello stato originario dei luoghi da parte del Comune.

L’ordinanza è abbastanza chiara: si parla di un edificio con struttura in legno da adibire a deposito per mezzi e attrezzi di otto metri per cinque, in realtà trasformato, per una dimensione di 5 metri per 5,8 a uso - scrive il sindaco - residenziale con cucinino, bagno e soggiorno. Ci sono poi due manufatti in legno di piccole dimensioni dedicati a riparo animali che risultano non essere stati autorizzati.

L’area è in zona agricola e l’immobile doveva essere al servizio dell’attività agricola. I proprietari del terreno dicono di non sapere nulla delle costruzioni e della loro destinazione. L’affittuario spiega: «Nel deposito mezzi e attrezzi ho ricavato uno stanzino dove far scaldare il cibo per gli animali, con un frigorifero per i medicinali, un bagno e un tavolo. Si parla di opere per la conduzione del fondo e questa parte della struttura mi sembra rientri in questa dicitura. Per altro ho avuto un cavallo malato, Flash, che poi è morto l’otto agosto. Nei mesi prima per stare vicino all’animale rimanevo spesso nello stanzino presente nell’appezzamento. Avevamo anche chiesto una sanatoria per lo stabile, e ora arriva l’ordinanza». Presenti anche altri animali, per i quali sono stati costruiti due ripari, anch’essi da abbattere.

Altri dettagli della vicenda sul giornale in edicola martedì 31 gennaio.

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