«Troppi ritardi e soppressioni  La Como-Lecco è una beffa»
Un treno in ritardo alla stazione di Merone (Foto by Archivio)

«Troppi ritardi e soppressioni

La Como-Lecco è una beffa»

Nonostante tre nuove corse i pendolari lamentano disservizi:«Serve il territorio di 18 Comuni»

«Il 2016 è partito malissimo, non si può fare affidamento su questa linea che tutti chiedono di rilanciare». Ad alzare la voce sono i rappresentanti del Comitato pendolari ferrovia Como-Lecco, guidati da Cristina Vaccani: a più di tre mesi dall’entrata in vigore del nuovo orario di Trenord, che ha comportato l’arrivo di tre nuove corse, viaggiare su questa linea continua a essere una scommessa.

«Con il nuovo orario entrato in vigore il 12 dicembre 2016 - spiega Vaccani - sono state introdotte tre nuove corse: ora siamo arrivati a 23 corse giornaliere, se pensiamo che nel 2008 erano solo 12 il risultato è senza dubbio positivo. Il problema è che il servizio offerta è tutt’altro che soddisfacente: fatti due calcoli, veniamo da tre mesi di inaccettabili».

Dicembre 2016 ha fatto registrato 17 corse in forte ritardo, 5 soppressioni totali e 3 soppressioni parziali; il 2017 è partito con 20 corse in ritardo e 10 soppressioni totali a gennaio, mentre a febbraio ci sono state 11 corse in ritardo, 3 soppressioni totali e una soppressione parziale.«A marzo l’aria non è certo cambiata. Siamo già a quota una soppressione totale, 4 soppressioni parziali e almeno 6 corse in ritardo».

I pendolari che utilizzano regolarmente la linea negli orari di punta, secondo il Comitato, sono circa 330: «Se il numero non cresce è perché un lavoratore o uno studente non può fare affidamento su questa linea, i disservizi sono troppo frequenti. Come dimostrano i dati pubblicati mensilmente da Trenord, questa è una delle linee più inaffidabili di tutta la Regione».

I viaggiatori, però, sono stufi. «Alle favole non crediamo più, sono anni che ci chiedono le stesse cose. Vogliamo fatti, non parole. Ricordiamo che ci sono 18 Comuni del territorio, oltre alle Province di Como e Lecco, che hanno sostenuto con atti formali (ovvero mozioni approvate dai rispettivi consigli ndr) la nostra causa di rilancio della linea».

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