Clooney, i gemelli e i paparazzi  «Porterò Obama a Villa Oleandra»
Clooney ha comprato casa per stare tranquillo e fare progetti con i suoi amici illuminati, ma deve passare le sue estati con l’assedio dei fotografi

Clooney, i gemelli e i paparazzi

«Porterò Obama a Villa Oleandra»

Sull’Hollywood reporter In un’intervista l’attore racconta il suo rapporto con l’ex presidente

George Clooney che gioca a basket uno contro uno con Barack Obama nel campetto di casa. È già successo, in Inghilterra.Potrebbe succedere, a Villa Oleandra, a Laglio.

Forse sarebbe già successo se la prima estate sul lago in cui Clooney aveva con sè moglie e figli non fosse stata rovinata da un paparazzo «troppo invadente». «Vede, è passato da lì. Ha eluso la sorveglianza, ha scavalcato la recinzione, è salito su un albero e ha scattato la foto di me e Amal che cullavamo i gemelli».

La ricostruzione della foto

Clooney ha ricostruito la foto dello scandalo al giornalista dell’Hollywood reporter Stephen Galloway che è andato a Villa Oleandra a intervistarlo subito il giorno dopo lo scoop. Clooney era furibondo. Perchè già detesta i paparazzi di suo (ne aveva già parlato all’Ellen show) ma ora che ci sono di mezzo anche i gemelli, Ella e Alexander, sopporta ancora meno le loro intrusioni. Clooney spiega di aver comperato Villa Oleandra sedici anni fa «perchè era l’unico posto nel mondo in cui potevo sentire meno il peso della fama che mi perseguita in qualunque altra parte del mondo». Il punto che è Laglio è diventato come Londra o Los Angeles, anche se forse all’inizio l’attore pensava fosse un posto sperduto dove nessuno si sarebbe mai avvicinato e dove lui poteva uscire a comperare il pane o a farsi tagliare i capelli dal barbiere come faceva all’inizio. Ma non aveva messo in conto i paparazzi. «Me li trovo tutti qui intorno come i moscerini», dice Clooney nell’intervista fiume all’Hollywood reporter. «Io penso, ok mando giù, non posso fare altro. Ma se uno infrange le regole, non posso soprassedere». E infatti Clooney ha denunciato il fotografo che ha venduto l’esclusiva a Voici.

La gente lo adora. I fotografi procurano materiale per l’adorazione. Quando è sceso dall’hotel Excelsior a Venezia per andare, in motoscafo, alla conferenza stampa che era pochi metri più avanti, la gente si è affacciata sull’attracco e ha iniziato a gridare. «George, George». E lui, che pure è abituato a quell’assalto, era imbarazzato quando ha guardato il muro umano di persone che lo osannavano. Però poi ha sfoderato quel sorriso che l’ha reso famoso nel mondo, ha alzato il braccio e ha salutato. E perfino gli uomini hanno esclamato: «È bello pure di spalle. Ho visto Clooney, adesso posso andare a lavorare sereno».

Arrivato all’attracco successivo, altro muro, altre grida. E lui ha firmato qualunque cosa gli porgessero i fan. La stessa scena si è ripetuta in sala stampa dove, a conferenza stampa finita, i giornalisti gli sono saltati addosso con la stessa foga dei fan. Solo che poi i paparazzi sono riusciti a riprendere il viso dei gemelli nelle culle appoggiate sui motoscafi.

Il primo appuntamento

È che lui queste scene le vive tutto il giorno, più volte al giorno. A Laglio vorrebbe stare tranquillo, non sentirsi spiato. «Amal l’ho conosciuta proprio qui sul lago, ci siamo incontrati perchè lei era venuta a trovare amici comuni. Quando è rientrata mi ha mandato le foto delle vacanza, abbiamo iniziato a scriverci e dopo un po’ è stato chiaro che non eravamo solo amici». Il primo appuntamento è stato a Londra, Clooney stava registrando la colonna sonora di Monuments men e sono andati a cena. «Siamo andati in un locale molto chic e all’uscita c’erano 50 paparazzi, ma lei se l’è cavata con grande classe» . Il resto è storia di quelle che la gente adora.

Il fidanzamento, le nozze a Venezia. i gemelli più attesi del mondo insieme a quelli di Beyoncè. «Io pensavo ok, divento papà. Ma poi quando è successo ho pensato: oddio, sono diventato papà davvero. È tutto diverso quando succede».. Però, ovviamente, Clooney è una star anche come papà. «Ho scoperto che sono bravo a cambiare pannolini». L’ha fatto tutta estate a Laglio. Anche perchè soffre d’insonnia.Ha perso il sonno dopo una caduta sul set di Siriana. «Mi sono ferito a metà schiena, mi venivano mal di testa lancinanti, mi faceva così male che pensavo sarei morto.Poi non sono morto, ma è stato davvero dolorosissimo». Gli è rimasta l’insonnia. Va a dormire con la tv accesa e si sveglia almeno cinque volte a notte. «A Laglio ho letto ottanta sceneggiature» rivela Clooney mentre parla anche della tequila Casamigos che produce con i suoi amici Randy Gerber e signora (Cindy Crawford). Per lui Laglio è un posto così, dove invitare amici selezionati , giornalisti e attori, passando le giornate a parlare dei vari temi. Che possono essere il lavoro, la solidarietà e le campagne umanitarie che Clooney porta avanti con la moglie, oppure il futuro dell’America. Il film presentato a Venezia con Matt damon e Julianne Moore, che erano con lui a Laglio, si intitola Suburbicon, e parla di razzismo. Della guerra che le famiglie bianche scatenano contro una famiglia nera arrivata in un sobborgo americano anni 50 simile a quello di “Edward mani di forbice”, dove tutti sembrano perfettini ma la diversità del nuovo arrivato fa emergere le loro frustrazioni.

Il film a Venezia

«Il nostro Paese ha questo problema e sarà ora di affrontarlo», ha detto Clooney in conferenza stampa, dove scherzato sul suo possibile futuro come presidente degli Stati Uniti. «Certo, piacerebbe anche a me».

Il suo rapporto con Obama lascia pensare che stia studiando davvero per la Casa Bianca. «A uno contro uno l’ho stracciato, Penso ci sia rimasto male. Scherziamo spesso. Ma non vado mai oltre, come facevo con il mio amico Sacha Baron (“Borat”) primo perchè mia moglie legge le email e non me lo perdonerebbe mai, secondo perchè ho imparato da tempo che con la fama non puoi permetterti nessuna ingenuità. Basterebbe un niente per scatenare il finimondo». Meglio parlare delle cause umanitarie (i Clooney hanno salvato un profugo iracheno dall’Isis e ora va all’università grazie a loro). E forse anche di come trovare un modo per evitare l’inferno dei paparazzi.

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