Convento chiuso, tornano le voci
E Dongo si mobilita: «Salviamolo»

il poeta Gabriele Sala ha spedito una lettera al ministro provinciale dei Frati minori «Sono 400 anni di storia. Non è possibile cancellare così un punto di riferimento per tutti»

La notizia ufficiosa del possibile abbandono del convento di Dongo da parte dei frati francescani aveva suscitato parecchie reazioni, nell’autunno scorso, a Dongo e nel territorio altolariano.

Poi, lentamente, il silenzio è tornato a regnare attorno al complesso che comprende anche il santuario della Madonna delle Lacrime, fra la speranza del fedeli e notizie, sempre ufficiose, di possibili ripensamenti.

Ma negli ultimi tempi circolano con insistenza nuove indiscrezioni secondo cui la chiusura del convento sarebbe ormai decisa per il prossimo mese di settembre, quando ricorre l’anniversario del miracolo della lacrimazione.

Anche uno stimato poeta, Gabriele Sala, milanese d’origine trasferitosi a San Siro, ha deciso di scrivere una lettera a padre Mario Favretto, ministro provinciale dei Frati Minori, cui spetta la parola decisiva sulle sorti del convento donghese.

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