Minacce a luci rosse, comasco condannato in Svizzera
L’insegna del locale a luci rosse ticinese

Minacce a luci rosse, comasco condannato in Svizzera

Luigi Girardi, di Ronago, ritenuto colpevole di tentata estorsione, dovrà scontare altri due mesi di carcere

Dovrà tornare in carcere per scontare due mesi residui di reclusione in Svizzera Luigi Girardi, 51 anni, imprenditore di Ronago, ritenuto colpevole di “tentata minaccia” dalla Corte d’Appello elvetica. Condannato in primo grado a 24 mesi di reclusione, l’imprenditore si è visto ridurre la condanna in secondo grado a 21 mesi, 10 dei quali da scontare in carcere. Dal momento che Girardi è già stato detenuto per otto mesi, gli mancano ancora 60 giorni da scontare.

La vicenda è relativa al ruolo di Gerardi di gestore del Lumino’s, locale a luci rosse alle porte di Bellinzona al centro da tempo di una controversa questione di prostituzione e non solo. Gerardi, che dopo la scarcerazione è tornato in Italia, è stato assolto anche in secondo grado da sfruttamento della prostituzione. La condanna è giunta per il tentativo di estorsione ai danni dell’ex consigliere di stato ticinese Michele Barra (nel frattempo defunto): Girardi avrebbe mostrato a Barra un video compromettente che ritraeva un alto funzionario ticinese con una prostituta al Lumino’s. Per l’accusa Girardi intendeva così indurre il governo ticinese a rilasciare una licenza al locale ad accogliere prostitute. Ma la corte d’appello non ha accolto questa tesi, ritenendo che il video non poteva costituire una minaccia per il consigliere di stato.

I legali potrebbero comunque presentare ricorso al Tribunale federale di Losanna,.

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