Morti in corsia, i nuovi casi sospetti  «Adesso ci dicano cosa è successo»
Il pronto soccorso dell’ospedale di Saronno al centro dell’inchiesta

Morti in corsia, i nuovi casi sospetti

«Adesso ci dicano cosa è successo»

Ospedale di Saronno, parlano i familiari dei pazienti

Sono cinque le nuove morti sospette nel secondo “filone” dell’inchiesta “Angeli e Demoni” condotta dalla Procura di Busto Arsizio, in sinergia con i carabinieri della Compagnia di Saronno.

In attesa delle richieste di rinvio a giudizio formulate dalla Procura, nei giorni scorsi è stato comunicato l’avviso di chiusura delle indagini del secondo troncone. Il “filone” d’inchiesta vede indagati Leonardo Cazzaniga di Rovellasca e l’infermiera Laura Taroni di Lomazzo. Il medico deve rispondere da solo di omicidio volontario delle cinque nuove morti sospette in corsia. E in concorso con la Taroni, sempre per omicidio volontario, delle morti in ambito familiare: di Maria Rita Clerici, mamma della Taroni e del suocero, Luciano Guerra.

A La Provincia parla il figlio di una delle vittime, scomparsa a 91 anni il 17 marzo del 2013. «Quella mattina – dice– mia madre faceva una gran fatica a respirare. Chiamammo la guardia medica e poi loro chiamarono l’ambulanza. La trasportarono con la lettiga. Morì nel giro di una ventina di minuti, una mezzora, rispetto al momento in cui era entrata in ospedale. Erano circa le 9.30 o giù di lì quando la trasportarono in ospedale. Vogliamo che ci dicano come sono andate effettivamente le cose. Mia madre è morta in pochi minuti. Avevo pensato che fosse un po’ strano, ma in quel momento cosa potevamo immaginare? Quando poi è venuta fuori questa storia, mi sono detto che magari oggi mia madre poteva essere ancora viva».

L’articolo completo e i nomi delle vittime su La Provincia di sabato 4 novembre

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