Non era un baby boss della droga
E dopo il carcere chiede i danni

Accusato di essere un “baby boss” della droga insieme al fratello, cinque anni dopo è stato dichiarato innocente “per non aver commesso il fatto”. Nel frattempo ha passato sei mesi in carcere e altri sei in comunità senza condanne. Il ragazzo, 22 anni, nato in Marocco e residente a Rovellasca con la famiglia da quando era bambino, è finito in manette a 17 anni senza una condanna e senza essere coinvolto negli episodi imputati al fratello maggiore.

Ora è stato depositato un ricorso con la richiesta di 150 mila euro di danni allo stato per la carcerazione di un minorenne. Le indagini che hanno portato all’arresto dei due fratelli, sono partite dalla segnalazione di una famiglia di Rovellasca intimidita dalle minacce del maggiore che pretendeva il pagamento della droga fornita al figlio.

Le indagini condotte dai Carabinieri di Turate hanno ricostruito il giro e il contesto. A ottobre del 2012 in seguito a una perquisizione in casa da parte della Guardia di finanza, l’allora 17 enne è stato arrestato in concorso con i due fratelli con l’accusa di spaccio di stupefacenti anche a minorenni, estorsione, lesioni personali e minacce. Il terzo fratello è stato assolto, mentre il 17 enne è stato arrestato e portato al Beccaria di Milano tre mesi dopo, a gennaio 2013, con ordinanza di custodia cautelare.

«In quei tre mesi non ci sono state novità che motivassero quella decisione - spiega l’avvocato difensore, Edoardo Mastice - E’ stato privato della libertà personale nella fase delle indagini preliminari più per osmosi con il fratello che per un’accertata pericolosità sociale».

È rimasto al Beccaria da gennaio a giugno 2013, finché non ha salvato la vita al compagno di cella che si stava impiccando. La misura del carcere è stata sostituita con quella più morbida della comunità “Casa Daniela Exodus” a Garlasco, dalla quale è uscito solo a gennaio 2014 per decorrenza dei termini. È stato fatto più di un riesame ma ogni volta sono stati rigettati. Il processo è terminato quando era già in stato di libertà e in seguito ad alcune testimonianze che confermavano la sua innocenza rispetto alle accuse. Ora il ricorso.

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