Solbiate, in cella a 76 anni  Trecento firme per liberarlo
Il Bar Edera a Binago teatro della tragedia

Solbiate, in cella a 76 anni

Trecento firme per liberarlo

Pierino Strambini in carcere per la morte di Massimo Villa

Non doveva finire così per Pierino Strambini secondo i familiari, gli amici, e circa trecento abitanti di Solbiate e della Val Cavargna.

Lo hanno detto con un una modalità particolare la settimana scorsa mettendo la propria firma su un foglio che riportava semplicemente la solidarietà all’anziano da parte di un ampio gruppo di persone; il plico di fogli è stato consegnato all’avvocato che a sua volta li ha consegnati al destinatario, da due settimane detenuto al Bassone con l’accusa di omicidio preterintenzionale.

Strambini è l’uomo di 76 anni condannato a cinque anni di carcere per la morte di Massimo Villa, un compaesano di 48 anni morto nel 2013 per la caduta dalle scale al bar Edera di Binago dopo una lite con lui.

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Commenti (3) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito. I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati. Accedi per commentare
stef17
mauro . scrive: 26-01-2016 - 18:54h
5 anni per omicidio preterintenzionale da scontare in galera, qualcosa non quadra. Perché non ai domiciliari? O il signore era pregiudicato? O le aggravanti hanno fatto la differenza.......Bisognerebbe conoscere i particolari.Negli USA in galera ci si va anche a 75 anni e la pena si sconta
ulCarlett
ul Carlett dei cavrètt de Piazza scrive: 26-01-2016 - 16:58h
Nel 2013 quell'uomo aveva dunque 74 anni. Beh in teoria la maturità arriva prima no? E poi quel povero crsito di 48 morto? Lasciamo tutto a tarallucci e vino, concedendo agli anziani una sorta di ius primae mortis?
Paolo Mestini scrive: 26-01-2016 - 15:42h
La questione è semplice: o è colpevole o è innocente. Non si può essere colpevoli e scarcerati solo perchè anziani. Non servono trecento fime o tremila, per prima si applichi la legge e poi al limite si interroghino anche i parenti della vittima.