Le batterie invisibili. Arriva un milione per l’idea della startup

ComoNext Investimento da un milione nella società. L’innovazione brevettata da Volta structural energy punta a realizzare strutture di accumulo a volume zero

Round di investimento seed da un milione di euro per Volta structural energy. L’operazione, guidata da Tech4Planet polo nazionale di trasferimento tecnologico per la sostenibilità ambientale di Cdp Venture capital Sgr e da Leonardo, permetterà di accelerare lo sviluppo delle batterie strutturali, una tecnologia brevettata dalla startup deeptech incubata a ComoNext, in grado di immagazzinare energia nei telai dei veicoli.

«Per noi rappresenta un punto di partenza fondamentale, un po’ come succede a tutte le startup che concludono il loro primo round di investimento, la chiusura di un piccolo capitolo che ci permette di dimostrare e di convincere il mercato che abbiamo in mano una tecnologia che ha un potenziale molto interessante. Adesso cominciano le attività come si deve, abbiamo la responsabilità di utilizzare questo milione per sviluppare un prodotto pronto per rivoluzionare il mondo dell’elettrificazione» spiega Tommaso Randolfi, ceo di Volta structural energy, startup fondata a dicembre 2020 insieme ai due ex compagni del Politecnico, Gabriele Consiglio e Chiara Mirani.

Avere un’idea, seppur geniale, non basta, per farla crescere ci vogliono risorse e spesso le startup, come è successo per Volta structural energy, iniziano autofinanziandosi, costruendo il classico laboratorio nel garage di casa. Appurato il potenziale dell’idea è necessario poi trovare finanziatori per proseguire nella ricerca e nello sviluppo. Il sistema studiato dai tre fondatori, unito a un’architettura innovativa, punta ad alleggerire la massa di mezzi mobili, come le auto, aumentando la loro autonomia senza diminuirne il volume necessario al trasporto di persone e merci. Si chiama batteria strutturale, di cosa si tratta? «Il concetto è quello di creare una tecnologia di accumulo energetico a volume zero. In questo momento le batterie sono ingombranti e voluminose, payload a tutti gli effetti, una valigia che si trasporta all’interno della macchina o del drone. La tecnologia che sviluppiamo, può essere considerata come un materiale strutturale o una batteria, dipende da che parte lo si guarda, multifunzionale».

Combinazione

Un elemento che combina proprietà meccaniche tipiche dei materiali compositi o degli allumini, che si possono utilizzare per l’aeronautica o l’automotive, e proprietà simili a quelle di una batteria, in grado quindi di caricarsi e scaricarsi: «L’idea di base è di avere un materiale che permette di realizzare il tetto di un’auto, le ali di un aereo o un telaio, e allo stesso tempo, utilizzare quei volumi e quelle masse per accumulare energia elettrica».

Quattro le verticali di interesse per la batteria strutturale sulle quali sta lavorando la startup: «In generale possiamo considerare tutte le applicazioni non stazionarie ovvero il mondo della mobilità e dei trasporti: dallo spazio con i satelliti, all’aeronautica e all’aviazione civile, il trasporto terreste che include sia il trasporto su gomma, dall’automotive al trasporto pesante, quest’ultimo per noi rappresenta il comparto più interessante, fino alla nautica, come supporto all’elettrificazione del mondo navale che in questo momento, per la sua complessità, e più indietro rispetto ad altri settori». A breve, Volta structural energy aprirà i lavori per un nuovo round di investimento.

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